Coop story

Enrico Mannari su Nuovo Consumo di Luglio-Agosto 2015

13 luglio 2015 pubblicato in Attività della Fondazione

copertina-lug-ago-2015Le ragioni per le quali la Cooperativa trae linfa dal suo radicamento nel territorio sono avvalorate anche dalle molteplici iniziative che in occasione del 70° anniversario dalla sua nascita vedono la collaborazione tra le diverse Sezioni soci e la Fondazione Memorie Cooperative. Iniziative che dimostrano come sia una storia fatta di persone che hanno creduto in un’idea, lavorato insieme per affermarla, affrontato scelte spesso difficili in contesti anche di forte crisi. Una storia da documentare e raccontare al grande pubblico anche attraverso delle mostre. Questa l’idea della Sezione soci di Venturina-San Vincenzo che, in collaborazione con la Fondazione Memorie Cooperative, si propone di allestire una mostra fotografica e documentaria sui primi anni della Cooperativa in questo territorio dal titolo, La Proletaria a San Vincenzo Ieri, oggi e…Anche a San Vincenzo, sulla spinta del Comitato di Liberazione, si era costituita la Cooperativa dei partigiani che dal 1945 aveva avviato rapporti con La Proletaria. Inoltre c’era la Cooperativa Gide di San Carlo, nata nel novembre 1947 e che aveva assunto il nome di un significativo cooperatore francese della seconda metà dell’Ottocento, che sarà assorbita nel 1961 dalla Coop M. Fabbri di Venturina. Gli anni Cinquanta sono anni duri e difficili per le cooperative della provincia di Livorno, anche per ragioni politiche, e la Cooperativa dei partigiani subisce una forte crisi a cui cerca di rispondere in forme diverse La Proletaria. Seguono una serie di vicende anche travagliate, ma il tentativo di riavviare un’attività economica della Cooperativa vede ne La Proletaria lo sbocco possibile. Così in poco tempo riesce a mettere insieme 300 soci, ma la licenza commerciale, due volte concessa, viene successivamente ritirata dalla prefettura, così che in un primo momento si pensa di ripiegare sull’apertura di uno spaccio per la vendita ai soli soci. Intanto La Proletaria modifica per la prima volta il suo statuto per poter estendere la sua attività anche ai comuni vicini. In questo mutato contesto nella primavera del 1955, superati altri ostacoli, s’inaugura definitivamente il nuovo spaccio de La Proletaria. La mostra, frutto anche della raccolta di materiale documentario e di testimonianze avvenuta presso la Sezione oci, è prevista per fine dicembre e mira a ricostruire quei
primi anni tumultuosi, fino a tempi più vicini. Un ulteriore tassello di una storia tutta da raccontare.

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