La LIM fa entrare in Archivio

14 aprile 2010 pubblicato in Attività della Fondazione

Nell’Archivio Storico di Unicoop Tirreno, una Lavagna Interattiva Multimediale sta accanto a foto e e documenti che raccontano la storia della cooperativa. Amichevolmente e per comodità chiamata LIM, la lavagna interattiva si accende ogni volta che qualcuno viene a visitare l’Archivio: prima di iniziare la visita vera e propria, infatti, gli ospiti hanno la possibilità di osservare le fonti documentali digitalizzate toccandole, ingrandendole, scartando e modificandole.

La LIM non è certo un effetto speciale, e le ragioni che hanno portato al suo utilizzo sono state il frutto di una riflessione che qui vogliamo ripercorrere brevemente.

Primo: la LIM sollecita chi intende utilizzarla a organizzare la propria esposizione con cura, progettando non solo quello che si vuole dire, ma anche  far vedere, far toccare, far modificare, far ascoltare. La costruzione di un evento comunicativo comunicativo, da una presentazione dell’azienda fino ad un corso di formazione per i dipendenti, permette quindi di formalizzare una strategia comunicativa multimediale, rendendo possibile finalmente un controllo consapevole e creativo del linguaggio, dei codici e delle possibilità cross-mediali (contenuti dalla LIM al cellulare, all’iPad a maxischermi e via dicendo) che la LIM offre.

La LIM impegna quindi chi comunica a progettare e sviluppare testi che non solo rispondano alle esigenze della strategia di comunicazione dell’Archivio, ma che siano anche facilmente utilizzabili e interiorizzabili da chi di cooperazione e archivistica, magari, non ne sa niente.

Secondo, le LIM stanno sempre più entrando all’interno delle scuole, dando vita di fatto ad una generazione per la quale sarà normale vedere e utilizzare quotidianamente le superfici interattive. E l’ingresso di qualche decina di migliaia di LIM nelle classi italiane, e di oltre 5 milioni nel mondo, sta portando verso una trasformazione critica degli spazi e dei tempi dell’apprendimento, andando a toccare i punti chiave della comunicazione formativa e della gestione della conoscenza.

Non si tratta quindi soltanto di incoraggiare l’uso di una lavagna più moderna, ma di sostenere l’acquisizione di dinamiche relazionali capaci di utilizzare superfici che diventano esse stesse contesti comunicativi inediti. Superfici interattive capaci di ibridare gli spazi analogici con quelli digitali, favorendo la possibilità di portare le classi e gli studenti fuori dalle consuete mura delle scuole e, conseguentemente, di comunicare il knowledge di realtà come l’Archivio Storico dentro quelli che fino ad oggi sono stati i comuni ambienti di apprendimento, dilatando lo spazio e il tempo della conoscenza.

Questo porta diritti verso il terzo punto della riflessione: la LIM aiuta a favorire a riflettere sul rapporto fra storia, memoria e futuro non solo tra le polveri degli Archivi, ma anche e soprattutto in nuovi contesti, in spazi differenti e lontani. Le immagini digitalizzate di inizio secolo, i filmati recuperati che si avviano solo con il tocco di un dito, la possibilità di sfogliare fotografie, di ingrandirle, di prenderci appunti sopra, danno nuova vita alle fonti, una vita a volte inaspettata, favorendo il nascere di nuove socialità, di nuove relazioni fra chi cura quella memoria e chi mediaticamente ne usufruisce.

Ogni interazione con gli oggetti, venendo automaticamente registrata, genera inoltre nuovi oggetti da memorizzare e sistematizzare attraverso dinamiche di organizzazione della conoscenza, in un circolo virtuoso capace di sviluppare nuovo knowledge fra l’in, ovvero l’Archivio, e l’out, cioè i visitatori, le scuole e in generale tutti gli stakeholder, generando territori comunicativi fortemente interattivi, condivisi, cooperativi.

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