Media e democrazia, l’incontro a Livorno

31 gennaio 2017 pubblicato in Attività della Fondazione

Su “Il Tirreno” del 21 gennaio 2017 è apparso un articolo dal titolo “La democrazia e i suoi nemici”  a firma Alessandro Farulli, un resoconto sulla presentazione del volume “Lezioni sulla democrazia” al quale hanno partcipato Enrico Mannari (Direttore scientifico della Fondazione Memorie Cooperative), Michele Sorice (Docente all LUISS) e Luigi Vicinanza (Direttore de “Il Tirreno”).

Si è trattato di un incontro molto partecipato, in cui oi relatori hanno inbtrattenuto un vero e proprio dialogo con le persone intervenute.

Pubblichiamo in questo post, oltre all’articolo de “Il Tirreno”, anche un video di Erika Bastogi in cui i relatori presentano il volume e una galleria di immagini dell’evento

LIVORNO. «È il tecnopopulismo il vero assassino della democrazia». Con un neologismo di notevole efficacia Michele Sorice, docente della Luiss, chiude al meglio il secondo e affollatissimo appuntamento speciale organizzato dal Tirreno.

Ieri [venerdì 20 gennaio 2017] in Viale Alfieri il direttore Luigi Vicinanza ha presentato il libro curato da Enrico Mannari, “Lezioni di democrazia”, dibattendo proprio sul complesso rapporto fra la democrazia stessa e i media. Con lui Mannari e Michele Sorice appunto. Il libro, pubblicato da Bruno Mondadori, vede i contributi di Marco Almagisti, Emiliana De Blasio, Donatella Della Porta, Leonardo Molrlino, Giovanni Moro, Giulia Oskian, Michele Sorice, Nadia Urbinati. Dieci lezioni che si sono tenute alla Luiss e dalle quali la democrazia ne è uscita come «un accidente della storia», come ha spiegato sempre Sorice. «Nella storia dell’umanità – ha aggiunto – quello democratico è uno spazio residuale».

E come sta la democrazia oggi? «Il democratico voto popolare – ha detto in apertura il direttore del Tirreno – è proprio quello che sta mettendo in discussione le nostre democrazie. Basti pensare a quello che succede in Ungheria, negli Usa con Trump e a quello che potrebbe accadere in Francia con il Fronte Nazionale in odore di conquista dell’Eliseo».

«Di fronte a questi climi cupi che caratterizzano molti aspetti dei Paesi mondiali – ha detto Mannari – servono lampi di luce, possibili a mio parere attraverso anche dibattiti seri e non partigiani come possiamo fare in questa occasione».

E sul banco degli imputati, a differenza di quello che qualcuno avrebbe potuto pensare, non sono andati i media, pur essendo emersi anche i loro limiti durante il dibattito, ma «l’ideologia dell’efficienza», altro argomento introdotto sempre dal professor Sorice: «Si dice genericamente che le ideologie del Novecento siano scomparse – è il suo punto di vista – ma ce ne è una che è sopravvissuta e impera: quella del mercato e del neoliberismo. Le democrazie oggi si vorrebbero efficienti come i mercati, il populismo oggi chiede efficienza, ovvero tempi brevissimi tra ipotesi e progetti realizzati. Il populismo anche di governo vorrebbe questo. Ma così avremo regimi efficienti, vedi la Corea del Nord, che nulla hanno però di democratico». 

«La democrazia è fragile, ha tempi lunghi, ma non si abbatte facilmente. Per questo – ha spiegato – va difesa, soprattutto dal tecnopopulismo (ovvero il populismo che va a braccetto con l’efficentismo) il vero assassino della democrazia».

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