Apre il primo negozio della cooperativa di Rochdale

21 dicembre 1944

9 settembre 2013 pubblicato in Eventi storici

La Rochdale equitable pioneers society – in italiano Società dei Probi Pionieri di Rochdale – è considerata la prima cooperativa di consumo al mondo. La società era nata il 15 agosto 1844, per operare nel commercio di generi alimentari di prima necessità. Il 21 dicembre dello stesso anno venne ufficialmente inaugurato il suo punto vendita, situato al n. 31 di Toad Lane[ref] A lungo, nella storiografia e nella letteratura divulgativa italiana, Toad Lane è stato tradotto con Vicolo del rospo o Via del ranocchio; invece, Toad è un arcaismo di Old, e dunque la traduzione corretta è Vicolo vecchio [/ref]. Si trattava di un modesto locale arredato in maniera spartana nel quale, inizialmente, si vendeva solo burro, zucchero, farina e candele.

Nato per contrastare la concorrenza degli esercenti privati, i quali vendevano merci  che spesso erano state adulterate in maniera disonesta, lo spaccio cooperativo di Rochdale volle fin da subito caratterizzarsi per la qualità dei prodotti commercializzati e per la convenienza in fatto di prezzi. La chiave del successo imprenditoriale fu proprio il rifiuto del modello tradizionale – e cioè la bottega gestita in maniera capitalistica con lo scopo di massimizzare il profitto – e l’adozione di nuove regole organizzative che presero il nome di Rochdale principles.

 

Il negozio fu immediatamente boicottato dai commercianti della stessa zona, che cercarono di fare pressioni sui grossisti perché non lo rifornissero di merci. Siccome questa manovra non riuscì fino in fondo, i bottegai si accordarono per abbassare i prezzi di alcuni prodotti fino a fare dumping, nel tentativo di mandare in fallimento lo spaccio dei Probi Pionieri. Al contrario, tale comportamento risultò essere la prova lampante che il modello cooperativo risultava conveniente per i soci e per la comunità, perché andava a rompere un cartello di interessi economici contrastanti con quelli dei consumatori.

Nel giro di pochi mesi il numero dei soci della cooperativa di consumo aumentò esponenzialmente e nuove merci, come il tè o il tabacco, cominciarono ad essere commercializzate. Inoltre, da una gestione casareccia – un socio a turno si incaricava di svolgere volontariamente e senza retribuzione le mansioni di commesso – si giunse a fissare un rapporto di lavoro stabile. In poco tempo, il negozio di Rochdale divenne frequentatissimo e questo aumento del giro d’affari consentì di potenziare la cooperativa grazie all’adesione di nuovi soci e di abbassare ulteriormente i prezzi, alimentando un circolo virtuoso che avrebbe condotto questa esperienza ad un incredibile successo.

 

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