Il libro soci de La Proletaria arriva a registrare le prime dieci donne

2 marzo 1945

2 marzo 2015 pubblicato in Eventi storici

La cooperativa di consumo La Proletaria è nata il 26 febbraio 1945. I trenta soci fondatori erano tutti uomini. Nei quattro giorni successivi – e cioè dal 27 febbraio al 2 marzo – si registrò la prima “ondata” di adesioni, che portò la base sociale a salire fino a poco più di 800 membri. Tra costoro si registravano anche dieci donne.

Si trattava di Ada Pagnucci, operaia, Maria Soffici, impiegata, Angiolina Innocenti, operaia, Pia Fedelina Fedi, atta a casa, Maria De Felice, insegnante, Bruna Dal Canto, impiegata, Fedora Giovannetti, atta a casa, Iva Vichi, operaia, Caterina Fabbri, casalinga, e Adelinda Trivella, operaia. I loro nomi, ricavati dal libro soci, sono meritevoli di essere menzionati e ricordati perché prime «eccezioni» in un mondo altrimenti tutto maschile. Nella mentalità diffusa dell’epoca era il capo-famiglia a gestire le questioni di lavoro, economiche e politiche del nucleo famigliare, e tra queste rientrava anche l’adesione alla cooperativa di consumo.

Di lì a pochi mesi la prassi cambiò, e le donne – che poi erano quelle che facevano la spesa e gestivano la dispensa – divennero socie con molta più frequenza; a cavallo fra gli anni quaranta e cinquanta erano già alcune migliaia, e in varie famiglie di Piombino e dintorni sia il marito che la moglie erano iscritti. Alla luce di questa considerazione, le dieci donne sopra menzionate furono delle involontarie apripista di una tendenza sempre più dirompente.

 

 

La Fondazione Memorie Cooperative sta portando avanti una ricerca sulle donne nella cooperazione di consumo in area tirrenica, che si completerà nel corso del 2015. Storicamente ispirate a valori progressisti, le cooperative sono state luoghi che più delle imprese convenzionali hanno visto una maturazione e una crescita del ruolo femminile nel mondo del lavoro. Attraverso i documenti conservati nell’Archivio storico di Unicoop Tirreno, si vuole cercare di mappare questo genere di evoluzione all’interno della Proletaria e delle altre cooperative di consumo limitrofe.

Si prenderà in considerazione tutta la componente femminile che ha animato queste compagini, dalle donne che svolgevano funzioni operative nei punti vendita e negli uffici amministrativi, fino a quelle che hanno ricoperto ruoli dirigenziali o hanno fatto parte del consiglio di amministrazione, senza trascurare la base, che ha visto proprio in tante socie giovani, meno giovani e pensionate l’anima più attiva e più sociale della cooperazione di consumo tirrenica.

Pur se alle dieci iscritte della prima ora che sono state prima menzionate non può essere attribuito un particolare e specifico merito, se non quello di essere andate pioneristicamente contro una tendenza generale, è oggi importante individuare nella loro figura il punto di partenza per un percorso di progressivo coinvolgimento delle donne nella base sociale della Proletaria, poi di Coop Toscana Lazio e infine di Unicoop Tirreno.

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