La Cooperativa di Consumo di Campiglia Marittima

13 maggio 1900

21 novembre 2016 pubblicato in Eventi storici

Pubblichiamo oggi un estratto dal quaderno “La Cooperazione di consumo in Val di Cornia. Storia e socialità” in cui si racconta la storia della Cooperativa di consumo di Campiglia Marittima, la prima coop di consumo fondata in questo comune.

Il 13 maggio del 1900 un drappello piuttosto nutrito di soci si presentò dal notaio Antonio Parducci per fondare la prima cooperativa di consumo di cui abbiamo notizia in quella porzione della Val di Cornia che è il territorio di Campiglia Marittima e dei comuni vicini: la Cooperativa di Consumo di Campiglia Marittima. Si trattava di una società che rifletteva appieno il contesto economico e sociale di quella zona, ancora molto legato all’agricoltura: ben 20 dei soci fondatori erano braccianti, altri coloni (a cui si aggiungeva qualche artigiano e una guardia giurata). 2Spaccio della Coop di Campiglia,ca. 1900Gli obiettivi della cooperativa erano quelli di acquistare generi di consumo e alimentari all’ingrosso e di provvedere essa stessa alla loro fabbricazione, per poi venderli ai soci al prezzo di costo; i soci potevano essere tutti coloro che vivevano del proprio lavoro e che dessero prova di una condotta morale irreprensibile. I soci che facevano i loro acquisti al magazzino sociale avevano diritto a partecipare alla suddivisione del dividendo annuale. Coloro i quali venivano espulsi per demeriti propri o per infrazione dello statuto perdevano il diritto al rimborso delle proprie quote; i nuovi soci venivano ammessi dal Consiglio di Amministrazione, che fissava anche le tasse e la quota da pagare annualmente. Quelli che avessero pagato le loro quote ed avessero compiuto i 18 anni avevano il diritto di partecipare all’assemblea dei soci. Per favorire l’associazione dei lavoratori la quota di associazione era suddivisa in 5 rate mensili di 2 lire. Il primo Presidente fu Gino Benini.

1statuto cooperativa campiglia 1902Nonostante la presenza tra i soci fondatori di numerosi impiegati in agricoltura, essa non si rivolgeva esclusivamente ai lavoratori delle campagne. Come afferma Gianfranco Benedettini, “essa nasce sull’onda della grande prospettiva di lavoro e di benessere promessi dall’arrivo degli Inglesi e la ripresa delle attività minerarie. Essa si rende possibile grazie alla esperienza maturata da alcuni uomini nella conduzione della Società Democratica Unitaria che vive un periodo di crisi dopo l’intenso lavoro di cui è protagonista negli anni precedenti”. Alle pendici del Monte Rombolo fu edificato infatti un parco minerario dalla compagnia inglese Etruscan Copper Estate Mines Ltd, che estraeva calcopirite e galena.
La cooperativa di Consumo di Campiglia crebbe negli anni, tanto da aprire, nel 1910, nuovi spacci a San Vincenzo e Venturina.
Tuttavia i primi anni della cooperativa furono piuttosto duri. La cooperazione del resto era un’esperienza piuttosto nuova in Val di Cornia e c’era bisogno d’un gran lavoro da parte di tutti i cooperatori per diffondere tra la popolazione queste idee; tuttavia, anche tra i sostenitori della cooperazione c’era chi “bacchettava” operai e contadini che erano restii ad abbracciare questa nuova idea.Spaccio della Coop di Campiglia, ca. 1900
In quei primi anni di attività e intorno alla Grande Guerra apparvero alcuni articoli sul giornale socialista “Il Martello” e su “La Fiamma” in cui si denunciava l’opera di denigrazione e di concorrenza sleale dei commercianti locali; anche i lavoratori che non compravano le merci alla cooperativa e non si associavano venivano stigmatizzati dai giornali: venivano accusati – forse non a torto, vista la novità nel territorio di queste idee – di non comprendere la funzione calmieratrice della cooperazione.
La cooperativa venne sciolta nel 1923, all’indomani dell’avvento del fascismo.

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