Nascita della cooperazione a San Vincenzo

21 agosto 1915

24 novembre 2015 pubblicato in Eventi storici

atto costitutivo della la Società anonima Cooperativa di Consumo di San Vincenzo e Campiglia Marittima, 21 agosto 1915Mentre l’Italia dichiarava guerra all’Impero Ottomano e continuavano le offensive e i massacri della Prima Guerra Mondiale, a San Vincenzo veniva costituita la prima esperienza cooperativa.

San Vincenzo, all’epoca frazione del Comune di Campiglia Marittima, era un paese dove si svolgevano principalmente attività di agricoltura, pesca, estrazione (nelle cave di San Carlo di proprietà della Solvay), oltre a varie altre attività artigianali e impiegatzie.

In una sala della locale Pubblica Assistenza, davanti al notaio Francesco Maruzzi, un nutrito gruppo di “operai, artisti, manufattori, impiegati” si dette convegno per fondare la prima cooperativa di consumo. Si trattava di ben 47 soci fondatori che ben rappresentavano il mondo del lavoro sanvincenzino, operai (delle cave di San Carlo o anche nelle campagne intorno), artigiani (ossia gli “artisti e manufattori”) e impiegati (delle ferrovie, comunali).

Questi soci fondatori decisero di dare vita ad una cooperativa di consumo, la “Società Anonima Cooperativa di Consumo di San Vincenzo”. La cooperativa si proponeva di “Acquistare generi alimentari di consumo all’ingrosso o provvedere per proprio conto alla fabbricazione dei medesimi per somministrarli ai soci al prezzo di costo, aumentatidelle spese di Amministrazione”. Erano soci “tutti  coloro che vivendo del proprio lavoro, [conseguono] l’ammissione previa prova di buona condotta morale”.

Dopo di allora, fino all’apertura dello spaccio della Proletaria nel 1954 (rilevando le attrezzature della Cooperativa dei Partigiani) vennero aperti altri esercizi cooperativi, di produzione e consumo.

Durante la guerra, venne costituita la Società Anonima Cooperativa a responsabilità limitata tra pescatori S. Vincenzo e Campiglia Marittima, il 6 luglio 1942, che ratificava un’associazione tra pescatori per comprare materiali utili alla pesca, gestire la manutenzione delle barche, i rapporti con commercianti e cooperative per la vendita del pesce e la redistribuzione tra i soci del ricavato. Si risente l’atmosfera del Regime anche nell’atto costituitivo, dove tutti i soci pescatori erano descritti come “di razza ariana”.

Ancora nel 1944, pochi mesi prima della Liberazione, il Fascio di Combattimento di San Vincenzo propose alcuni muratori, manovali e falegnami per la costituzione di una cooperativa fra operai di San Vincenzo Piombino e Follonica.

Il 27 giugno 1944 San Vincenzo venne liberata. Il locale Comitato di Liberazione Nazionale, pensando ad un coordinamenti con gli altri comitati della zona per il controllo dei prezzi delle merci, valutava la distribuzione delle merci anche attraverso una cooperativa.

Il 15 luglio 1945 venne fondata la Cooperativa di Consumo Partigiani da un gruppo nutrito ed eterogeneo di lavoratori: braccianti, impiegati ferroviari, calzolai, muratori, falegnami, meccanici, pescatori, artigiani, coloni e impiegati si unirono per comprare merci di buona qualità da vendere ai soci e alle loro famiglie a prezzi convenienti.

Altre esperienze posteriori alla guerra in campo edilizio furono la Cooperativa Case Popolari Etruria, fondata il 9 ottobre 1948 da alcuni dipendenti dello stabilimento di San Carlo della Solvay per la costruzione case popolari o economiche da assegnarsi ai soci e la Cooperativa Edilizia Impiegati Statali fondata il 25 dicembre 1948 tra impiegati ferroviari e insegnanti elementari, con lo scopo di comprare aree edificabili per farci costruire delle case per i soci.

Il 28 agosto 1954, l’anno in cui venne aperto il primo spaccio della Proletaria, venne costituita da alcuni agricoltori la Cooperativa Agricola Produttori San Vincenzo per ottenere in affitto o in qualsiasi altro modo dei terreni mal coltivati o incolti da far lavorare ai soci.

Il 30 novembre 1947 venne fondata da alcuni operai la cooperativa Gide, di San Carlo. Ne potevano far parte operai, impiegati, artigiani e agricoltori. Nel 1961 venne incorporata dalla Cooperativa partigiana M. Fabbri di Venturina insieme alla Cooperativa popolare di consumo di Cafaggio, formando l’Unione cooperative della Val di Cornia. L’unione venne incorporata dalla proletaria nel 1965.

Nel 1954 venne inaugurato il primo spaccio della Proletaria, anche se la licenza fu ritirata per ben due volte per sospetti motivi politici.

*Le citazioni in questo articolo sono tratte dai documenti forniti dall’Archivio storico della Camera di Commercio di Livorno.

 

 

Ti piace questo post?

Potrebbero interessarti

Agenda

dicembre 2018

dicembre: 2018
L M M G V S D
« set    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Facebook

La parola del momento

#democrazia.