Un calendario per salvare l’identità

9 settembre 2013 pubblicato in Education

Perché è nata l’idea di fare un calendario della cooperazione?

Una prima risposta a questa domanda si trova già nel titolo: per dare forza maggiore all’identità, quella cooperativa, fatta di precise scelte etiche, associative e imprenditoriali, che si sono sedimentate in oltre centocinquant’anni di storia.

Una storia dove idee e cose, scelte di civiltà e pratiche quotidiane vivevano di interazioni continue, dove enunciare un principio non aveva senso se non si esprimeva subito in un fare possibile. Pensiero sociale, politico, economico e azione erano tutt’uno. Impossibile scinderli.

Per questo, nella nuova serie di Memorie Cooperative il Calendario è una vera e propria cronologia di eventi della storia della cooperazione, della cooperazione di consumo italiana e, in particolare, dell’area tirrenica. I fatti, se rigorosamente raccontati, se liberati dallo spirito di tifoseria becera con cui sono oggi utilizzati, parlano. Eccome se parlano! Ridiamo loro la voce.

Si sa, lo si dice incessantemente, conoscere il passato significa avere più strumenti per comprendere il presente, e avere maggiori risorse per progettare il futuro. Ma la storia non è un altare o un altarino, a seconda dei casi, da omaggiare e poi ignorare perché d’intralcio al fare quotidiano. Da qui nasce l’idea del Calendario della cooperazione. Per ogni data – si spera, nel tempo, per ogni giorno – un fatto, importante per la storia del movimento e, proprio come in un calendario, un’evidenza specifica nei giorni di ricorrenza.

Un’occasione, insomma, per ripercorrere la storia della cooperazione, ricordare personaggi, dibattere temi, ripensare a quegli eventi ma sempre secondo una prospettiva attuale. Un patrimonio comune, che appartiene a tutti coloro che hanno creduto e credono nella cooperazione e non vogliono dimenticare le radici del movimento perché il movimento… è in movimento.

È work in progress, c’è ancora molto, moltissimo da fare. Ci sarà sempre. Perché si ricomincia sempre, perché la cooperazione è un modo di concepire l’esistenza umana che va riscoperta e affermata giorno dopo giorno. Appunto.

Una storia dove la dimensione locale e quella nazionale e internazionale vivono di intrecci e di reciprocità continue. Il movimento cooperativo, infatti, è prima di tutto un modo nuovo di vedere il futuro, di costruirlo, e mentre è radicato come pochi altri nel territorio, nelle persone che lo fanno quotidianamente, dai lavoratori ai soci, ha in sé il progetto di una visione del mondo intero inedita, nuova, mai sperimentata prima.

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