Sandro Pertini, “La cooperazione”

Tesi di laurea discussa nell’anno 1924 presso l’Istituto di Scienze sociali «Cesare Alfieri» di Firenze, a cura di S. Tringali, Introduzione di F. Fabbri, Ames, Genova 2012.

14 ottobre 2015 pubblicato in Formazione

 La Fondazione Memorie Coopertive segnala questa importante pubblicazione, curata da Ames, che rende per la prima volta consultabile la tesi dell’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, per anni creduta perduta. Di seguito si può leggere una nota sul libro del curatore Sebastiano Tringali: 

Pertini studente

Il 28 ottobrec 1924, mentre erano in corso le celebrazioni per il secondo anniversario della marcia su Roma (e in Parlamento si consumava la secessione dell’Aventino, come protesta per l’omicidio di Giacomo Matteotti), Sandro Pertini depositava a Firenze la propria tesi di laurea in Scienze Sociali, dedicata alla cooperazione. Solo due mesi dopo (nel celebre discorso alla Camera del 3 gennaio 1925), Mussolini assumerà la responsabilità politica del delitto del deputato socialista, inaugurando così la prima ondata repressiva nei confronti degli oppositori del fascismo, di cui lo stesso Pertini sarà tra le più note e fiere vittime.

La discussione della tesi può dirsi, dunque, il suo ultimo atto pubblico da uomo libero, iniziando già nel 1925 la lunga stagione di persecuzioni culminata nell’esilio, nell’arresto, nella detenzione e infine in un confino prolungato sino alla caduta del regime, il 25 luglio 1943.

Nel contesto temporale di un progressivo smantellamento delle libertà di associazione, opinione e espressione che caratterizza il passaggio del fascismo dall’affermazione al suo consolidamento, la scelta di dedicare i propri studi all’economia sociale assume quindi significati del tutto particolari. Pertini decideva infatti di trattare la storia, i caratteri distintivi, la pluralità delle tipologie e delle declinazioni nazionali della cooperazione quando l’intero movimento aveva da poco subito la decimazione per opera della prima offensiva squadrista, e stava ora affrontando la fase di normalizzazione che (seppur tra incertezze e improvvise virate di rotta) il nuovo regime iniziava ad applicare alla ragnatela sociale prosperata in età liberale.

Una sorta di testamento politico, quasi che l’autore, dietro la rigorosa sistematicità della trattazione, volesse in queste pagine fissare anche i cardini di una futura ricostruzione politica e morale del paese. La cooperazione assume quindi rilievo anche nell’ipotesi di una rigenerazione nazionale che, informata sui principi di equità, solidarietà e partecipazione, rinnovasse finalmente la società italiana. Dotandola inoltre degli anticorpi necessari a prevenire derive dittatoriali, con l’avvio di un processo democratico e di riforme in linea con i principi del socialismo graduale appresi dai suoi maestri: Adelchi Baratono, Claudio Treves, Filippo Turati.

Del Pertini cooperatore si sapeva, sebbene nella storiografia dedicata siano alquanto scarni i riferimenti al presente lavoro, considerato a lungo disperso a causa dell’alluvione che il 4 novembre 1966 cpertini frontespizio tesiolpì drammaticamente Firenze e il suo ingente patrimonio artistico e bibliografico, in parte strappato al fango grazie al contributo volontario di una moltitudine di cittadini, operai, studenti.

La riscoperta di questo testo, effettuata da Roberto La Marca, Alex Chiabra e Stefania Mazzucchelli, con la collaborazione del personale della Biblioteca Umanistica di Firenze e la direzione scientifica di Ames, ha condotto alla sua edizione critica, impreziosita dall’ampia Introduzione dello storico Fabio Fabbri, il quale alla cooperazione ha dedicato vari testi, l’ultimo dei quali, L’Italia cooperativa. Centocinquant’anni di storia e memoria (1861-2011), è stato presentato a Genova da Ames e Legacoop Liguria nel marzo 2012.

È pertanto un inedito il volume che Ames presenta a conclusione dell’Anno Internazionale delle Cooperative. In questa edizione si è cercato di facilitare una lettura suscettibile di diversi approcci, da quello biografico all’esame dei criteri espositivi e della scrittura (piana e scorrevole, in una efficace miscela di rigore scientifico e chiarezza espositiva), sino all’analisi politico-economica concentrata prevalentemente nell’ampio capitolo conclusivo.

Il volume, che gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è stato presentato in prima istanza a Savona, martedì 12 marzo 2013 presso la Sala Sibilla del Priamar.

Sebastiano Tringali

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