La Coop di un altro genere

30 settembre 2015 pubblicato in In agenda

copertina“Questo libro ci consegna una riflessione ancora da chiudere, un cammino ancora da compiere. La “questione femminile” è ancora aperta e va affrontata con energia. Lo dobbiamo fare innanzitutto per corrispondere con coerenza ad uno dei dettami fondamentali del nostro Statuto che fissa nel rifiuto di ogni discriminazione e nelle pari opportunità per tutti uno dei principi fondamentali da perseguire con la massima determinazione. Ma non deve sfuggire un aspetto altrettanto importante, inerente allo sviluppo della Cooperativa. Infatti, se è vero che le persone sono la risorsa più importante su cui fondare il raggiungimento di risultati sfidanti in un contesto competitivo difficilissimo, la Cooperativa non può rinunciare a sfruttare tutte le risorse che potenzialmente ha a disposizione. E se ancora, come ci dicono i numeri, permane una differenza specie nei livelli apicali tra donne e uomini vuol dire che c’è ancora del lavoro da fare.”
Dalla premessa di Marco Lami

E’ uscito per Bruno Mondadori il libro che è il frutto della ricerca di quattro studiosi sulla storia delle donne nella nostra cooperativa. Si tratta, è bene ricordarlo, di un primo approccio a questo tema per la nostra cooperativa, aperto a tutti gli approfondimenti e alle discussioni, anche sul nostro sito: verrà aperto a breve un blog su cui verranno ospitate testimonianze, appunti, discussioni . Il gruppo di lavoro ha affrontato con chiavi interpretative diverse quella che è stata chiamata “l’audacia insolente”. 

 La ricerca di Anna Pellegrino, ricercatrice dell’Università di Padova, ha cercato di rispondere alla domanda su quanto le donne hanno caratterizzato gli spazi e i luoghi della Cooperativa, nei territori storici, con la loro presenza, le loro attività, il loro lavoro. Come e in che modo il passaggio da clienti a socie (e spesso socie attive, come già appunto nei Comitati di spaccio fino alle Sezioni soci) ha modificato alcuni spazi tradizionalmente considerati maschili? Marco Gualersi, collaboratore della Fondazione, ha nalizzato gli orientamenti degli organi dirigenti della Cooperativa nei confronti delle donne e soprattutto verso le socie (ad esempio, per quanto riguarda i libretti sociali, i depositi ecc.) e verso le dipendenti (provvedimenti per la maternità, retribuzione del lavoro femminile ecc.), in un contesto più ampio di legislazione sul lavoro femminile nel Paese. Tito Menzani, docente della Scuola di economia, management e statistica dell’Università di Bologna, ha affrontato la questione dell’occupazione femminile, dal punto di vista quantitativo e qualitativo, dai punti vendita alla tecnostruttura dirigenziale. L’obiettivo è quello di costruire una sorta di mappatura dell’evoluzione della componente femminile e come questa abbia influito sul ruolo della Cooperativa. Il lavoro di Anna Caprarelli, dottore di ricerca in società, istituzioni e sistemi politici europei dell’Università di Viterbo, si è concentrato su come la figura della donna, rappresentata tramite l’uso (interno e commerciale-comunicativo esterno) della fotografia, ha consentito di analizzare i mutamenti dei consumi e degli stili di vita nei territori in cui la Cooperativa è presente e più in generale nella società italiana post-bellica.

Ti piace questo post?

Potrebbero interessarti

Agenda

novembre 2018

novembre: 2018
L M M G V S D
« set    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Facebook

La parola del momento

#democrazia.