Una mostra dedicata ad Albe Steiner, il padre del logo Coop

8 febbraio 2016 pubblicato in In agenda

Prosegue fino al 28 febbraio 2016 la  mostra al Museo del Novecento151104_copertina catalogo albelica iniziata lo scorso 3 dicembre, a Milano in via Marconi 1, curata da Anna Steiner e intitolata”Licalbe Steiner, grafici partigiani”. Albe Steiner, oltre che uno dei più grandi grafici italiani è anche molto importante per la cooperativa, in quanto il logo Coop che ancora oggi viene usato fu opera della sua mano.

Sul sito di e-coop si può leggere un interessante articolo sull’argomento, che qui riproponiamo.

A Steiner si deve nel 1963 l’ideazione del logo Coop e l’allestimento del primo magazzino a libero servizio di Reggio Emilia. Coop è parte integrante della mostra “Licalbe Steiner, grafici partigiani” al Museo del Novecento a Milano e più in generale del progetto di diffusione e promozione sulla vita e le opere degli Steiner iniziato in realtà sette anni fa con la realizzazione del film documentario “Linea Rossa. Insieme per un Progetto di cambiamento” di Enzo Coluccio e Franco Bocca Gelsi (Ardaco-Orda d’Oro, 2009). Coop infatti ha saputo vedere in questo progetto un momento importante per ripercorrere un pezzo della sua storia.

L’incontro fra Coop e Albe Steiner data primi Anni Sessanta quando si pensò di affidare a un grande nome del design la progettazione globale di un’immagine formale che comprendesse sia la creazione di un’insegna unitaria per i negozi e i prodotti sia la cura degli interni. Il primo marchio Coop infatti era costituito da un logotipo con carattere corsivo come si usava all’epoca e non aveva fino a quel momento un ruolo decisivo nell’impatto comunicativo complessivo perché il marchio era utilizzato quasi esclusivamente per firmare il prodotto in modo abbastanza defilato. In un momento importante del suo sviluppo emerse perciò la necessità di darsi nuove prospettive e adeguare la propria identità visiva alle moderne tecniche di comunicazione. Albe Steiner dunque modificò nel 1963 il logotipo derivandolo dall’alfabeto universale di Herbert Bayer e per rendere meglio l’idea della cooperazione tra persone ridusse al minimo la spaziatura fra le quattro lettere. A questo proposito Steiner scrisse “Ho scelto un’ immagine ottimista, un legame tra quattro lettere, una cooperazione tra caratteri…”.

Il marchio apparve per la prima volta come insegna del primo magazzino a libero servizio di Reggio Emilia: il negozio numero 1 di Coop di cui Steiner curò tutto l’allestimento interno e esterno compresa la segnaletica e i manifesti e l’invito per l’apertura (era il 19 ottobre 1963).

Successivamente nel 1985 Bob Noorda operò il restyling del marchio ideato da Steiner in perfetto accordo peraltro con Lica alla quale chiese in una lettera il permesso per portare avanti il lavoro del marito prematuramente scomparso nel 1974. I tratti vennero ingrossati utilizzando lo stesso taglio sghembo per la lettera C e la lettera P. Una sorta di staffetta generazionale fra due grandi designer.

Il marchio originario è rimasto come un fil rouge che ha tenuto insieme l’evolversi della rete dai primi piccoli supermercati di quartiere agli ipercoop fino alle più recenti declinazioni di “CoopVoce” (la telefonia a marchio Coop) e di “Coop on line” (la sperimentazione di commercio elettronico).

Ti piace questo post?

Potrebbero interessarti

Agenda

settembre 2019

settembre: 2019
L M M G V S D
« lug    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Facebook

La parola del momento

#democrazia.