Breve resoconto della Giornata Mondiale del Patrimonio Audiovisivo

8 novembre 2010 pubblicato in La fondazione segnala

Proclamata nel 2005 dalla Conferenza Generale dell’UNESCO, la Giornata Mondiale del Patrimonio Audiovisivo si celebra ogni anno il 27 ottobre.

L’iniziativa mira alla riscoperta e alla valorizzazione del materiale documentario in possesso delle Cineteche nazionali, centrali e periferiche.

La Giornata (che ha avuto luogo mercoledì scorso a Roma nei locali di Palazzo Firenze) prevedeva la promozione, a cura della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO,  della candidatura dell’Archivio storico Luce di Cinecittà Luce s.p.a. al Registro Memoria del Mondo, il programma UNESCO che intende valorizzare i più importanti fondi archivistici e bibliotecari del pianeta, “luoghi fisici in cui è custodita la memoria dei popoli e delle culture, veri e propri patrimoni dell’umanità”.

In programma per la giornata: una mostra multimediale e una serie di interventi a cura di istituzioni e professionisti attivi nel contesto degli archivi, della storia e della memoria in genere…

Quello che segue è un rapido resoconto.

La mostra multimediale documentava “Le regioni del mondo nei filmati dell’Archivio storico Luce”: nel cortile di Palazzo Firenze erano allestiti diversi schermi su cui scorrevano rarissime sequenze filmate che gli operatori Luce hanno raccolto ai quattro angoli del mondo; altro materiale era incentrato invece su “I 150 anni della storia dell’unità d’Italia negli archivi audiovisivi nelle cineteche italiane”.

Alcuni pannelli della mostra multimediale

Negli interventi che si sono susseguiti nella Sala del Primaticcio sono stati affrontati diversi argomenti.

Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, ha sottolineato come la memoria sia concretizzata su precise sequenze audiovisive, distinte a seconda dell’età anagrafica, ma sempre e comunque di fortissimo impatto emotivo: dal passo leggero di Neil Armstrong sulla superficie lunare il 20 luglio 1969 (per i 50enni) alla folla di berlinesi accalcata ai checkpoint del Muro nel 1989 (per i 30-40enni), fino alla traiettoria dell’aereo che si schianta in diretta sulla seconda delle Twin Tower (per i 20enni). È per queste ragioni, ha concluso, che la custodia dei documenti audiovisivi equivale alla tutela dei maggiori monumenti dell’identità umana ed è parte della lotta della memoria contro l’oblio (ricordando il progetto unescano di ricostruzione dei Buddha di Bamiyan distrutti dalle milizie talebane).

Luciano Sovena, amministratore delegato Cinecittà Luce s.p.a., ha voluto sottolineare come la salvaguardia del patrimonio documentario non debba rappresentare una «sottrazione» dei documenti alla consultazione pubblica (rimarcando l’importanza, in tal senso, della digitalizzazione dei supporti), in linea con l’«imprinting originario» del Luce, che nasce come “L’Unione Cinematografica Educativa”.

Sequenze di aree geografiche remote

Paola Carucci, responsabile Archivio storico del Quirinale, ha precisato alcune questioni di natura più settoriale, sottolineando le problematiche cui un archivio deve far fronte: diffusione e diritti d’autore e di sfruttamento; fedeltà al supporto originale contro l’«appiattimento digitale»; e soprattutto il precoce invecchiamento dei supporti di conservazione moderni… con tutte le difficoltà legate alla possibilità di consultare i formati digitali di pochi decenni fa…

Ermanno Taviani, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Catania, ha spostato l’attenzione sulle difficoltà dello storico che si cimenta con le fonti audiovisive. Per la difficoltà di leggere i documenti (chi è costui che compare in quelle immagini?) e sopratutto per la necessità, non sempre sentita, di interpretare gli audiovisivi non solo per il contenuto, ma per il linguaggio e per gli effetti sociali che ingenerano (La Settimana Incom parla per ciò che mostra, ma anche, se non soprattutto, per come lo mostra e per come veniva recepita dallo spettatore).

Folco Quilici, regista documentarista  e membro della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, ha ricordato la preoccupazione di Jean Rouch che al Musée de l’Homme di Parigi lanciava moniti ai colleghi registi invitandoli all’attenta conservazione dei documenti audiovisivi, precisando quella che è stata la sua preoccupazione fin dagli esordi: conservare anche gli scarti delle riprese… che a distanza di tempo rappresentano documenti che possono assumere un valore documentario anche superiore al materiale selezionato…

Tre momenti della proiezione di "Che storia!"

La giornata si è conclusa con la proiezione in anteprima di spezzoni del film documentario Che storia! diretto da Gianfranco Pannone e ancora inedito. Si tratta di un interessante lavoro di «recupero creativo» di materiale d’archivio del fondo Luce, “rivitalizzato” in virtù di “trattamenti” espressivi di natura visuale, letteraria e/o musicale (testo espressivo o canti popolari come commento alle immagini virate in diverse tonalità).

"Che storia!", di Gianfranco Pannone

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