Essere stati è ancora una condizione per essere?

29 aprile 2010 pubblicato in La fondazione segnala

Venerdì 22 gennaio 2010, presso il Saloncino della Pergola di Firenze, si è tenuto il workshop dal titolo ‘Essere stati è ancora una condizione per essere? – Archivi, biblioteche, musei: riflessioni sul patrimonio culturale nella contemporaneità‘ a cura di Luca De Biase, giornalista e autore, Gloria Manghetti, Direttore del Gabinetto Vieusseux e Presidente della Fondazione e Museo Primo Conti di Fiesole e Paola Pacetti, Direttore dell’Associazione ‘Museo dei Ragazzi’ di Firenze e in collaborazione con la Regione Toscana, il Gabinetto G.P. Viesseux e l’Associazione ‘Museo dei Ragazzi’ di Firenze.

Il workshop si è proposto come una giornata dedicata al dibattito, al confronto e alla narrazione del rapporto che, nella società di oggi, sussiste tra memoria, presente e futuro collocando in questa dimensione tre istituzioni culturali quali i musei, gli archivi e le biblioteche.

In particolare i relatori intervenuti, tra i quali Luca De Biase, Antonia Fontana – Direttrice della Biblioteca Nazionale di Firenze, e Luca Conti – Collaboratore del Sole 24 Ore e autore di Pandemia e molti altri, hanno concentrato la propria attenzione essenzialmente su due macrotemi: un primo riguardante in generale il legame tra passato, presente e futuro e un secondo più centrato sulla digitalizzazione dei musei, degli archivi e delle biblioteche.

In relazione al primo dei temi trattati è possibile osservare come già il titolo del workshop, ‘Essere stati è ancora una condizione per essere?‘, con chiaro riferimento allo storico francese Fernand Braudel, espliciti il legame che intercorre tra il passato e il presente, scenario in cui il ruolo degli archivi, dei musei e delle biblioteche è messo in primo piano. Queste tre istituzioni culturali devono essere ‘levatrici’ (come emerge dall’intervento di Luca De Biase) di un nuovo racconto che non rimanga ancorato soltanto al presente, ma che diventi uno spunto di riflessione nel futuro. Ciò avviene connettendo il passato non più al presente, ma al futuro, tenendo conto delle tracce di ieri e delle aspirazioni di domani.

L’altro macrotema affrontato nel workshop, che si ricollega al primo, è la digitalizzazione dei musei, delle biblioteche e degli archivi. Strutture, quest’ultime, che sono testimoni di una memoria destinata, attraverso il legame passato-presente-futuro, a non morire mai. Una memoria, quindi, che continua il suo cammino facendo entrare il digitale dalla porta principale e coinvolgendolo nell’attività quotidiana, dando vita a piazze virtuali nelle quali gli utenti interagiscono tra loro.

Rendere digitali le istituzioni culturali, inoltre, significa interagire con esse e attribuire loro un valore aggiunto che non si limita soltanto alla funzione classica di conservazione, bensì alla valorizzazione del loro patrimonio culturale che grazie all’ausilio della rete è possibile rendere fruibile a un pubblico più vasto.

Una riflessione quindi molto interessante, tesa a valorizzare i musei, le biblioteche e gli archivi, abbandonando quella concezione che da tempo attribuisce loro l’etichetta di luoghi ‘polverosi’, contenenti materiale rimasto inesplorato ed inutilizzato per anni, favorendo invece uno scenario inedito in cui il flusso del tempo è un continuo divenire che trasforma la memoria in un’opportunità di cambiamento e di crescita nel futuro.

Scarica il programma del workshop

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