La Coop ha i secoli contati, dal 1854 al 2011 e oltre

22 luglio 2011 pubblicato in La fondazione segnala

Dal 13 luglio alla fine del mese, le Officine Grandi Riparazioni di Torino ospiteranno la mostra fotografica “La Coop ha i secoli contati, dal 1854 al 2011 e oltre”, ideata e promossa da Coop Italia.

La mostra traccia la storia della cooperazione di consumo in Italia che vide la luce, nel 1854, prima ancora della nascita del Paese Italia. Un vero e proprio ritorno, la chiusura di un cerchio nella città che fu la culla della cooperazione di consumo italiana: a Torino, infatti, nel 1854, fu aperto il primo spaccio cooperativo, l’ “Azienda Consorziale dei Consumi”. Le immagini sono state scelte dagli storici che hanno curato “Fare gli Italiani”, una mostra allestita sempre alle OGR di Torino per “Esperienza Italia” e coordinati da Walter Barberis e Giovanni De Luna.

Attraverso trenta metri di pannelli, si ripercorrono più di 150 anni di storia italiana e di storia cooperativa: la cooperazione di consumo è una strada in cui fanno la loro comparsa tantissimi personaggi, pensieri, filosofie e categorie sociali che hanno contribuito a scrivere la storia di questo Paese.

“È una mostra che cerca di intrecciare la storia della Coop, che nasce a Torino nel 1854, con la Storia dell’Italia, utilizzando due chiavi di lettura fondamentali”, afferma Gabriella Masciaga, Responsabile Relazione Esterne Web di Coop Italia. “La prima è quella dei personaggi che si accompagnano alla Storia, i personaggi emblematici, alcuni dei quali sono stati vicini alla nascita della cooperazione. Per fare due esempi: primo, il fondatore della prima cooperativa a Torino [Giuseppe Boitani n.d.r.] era un amico di Cavour, che vedeva le cooperative di consumo con molto favore, perché le considerava un modo per tenere a bada il risentimento del popolo contro i rincari dei prezzi; un secondo è un importante personaggio dell’inizio del ‘900, Luzzatti, che era un parlamentare liberale, che è stato uno dei teorici della nascita e della diffusione delle cooperative.” Ma la mostra tutta narra di un intreccio affascinante quanto incessante fra Storia d’Italia e storia della cooperazione: dalle vicende di Mazzini e Garibaldi, De Gasperi e Togliatti, Moro e Berlinguer, a quelle delle persone che hanno creduto, costruito, lavorato per l’idea di un modello d’impresa diverso da quello capitalistico – liberista.

“La seconda chiave di lettura”, continua Gabriella Masciaga “è legata alla storia dei consumi, che in qualche modo le cooperative rappresentano, anche attraverso la stessa organizzazione dei punti di vendita: si va dai primi spacci, in cui ci sono beni di prima necessità, quindi austeri e poveri di merci, fino ad arrivare a punti di vendita che invece sono ricchi, con esposizioni più abbondanti. Da un economia della sussistenza a un’economia un po’ più florida”.

Una storia, questa dell’evoluzione dei consumi e del mondo della cooperazione di consumo, che all’inizio del XX secolo viene bruscamente frenata dalla Grande Guerra. Negli anni seguenti, quelli del Regime, la cooperazione continua a vivere, anche se viene svuotata di tutti i suoi meccanismi di rappresentanza democratica. Dopo la Liberazione e la nascita della Repubblica italiana, si assistette ad una vera e propria ripresa del movimento cooperativo, un proliferare di piccoli e piccolissimi spacci che hanno dato il via a quel processo di fusioni e incorporazioni che hanno portato alla nascita delle grandi cooperative.

Contemporaneamente all’evoluzione dei negozi Coop, dai ricordati piccoli spacci all’adozione del Self Service relativo allo “spettacolo delle merci”, alla diffusione dei prodotti a marchio coop, assistiamo al dipanarsi della storia nazionale, dai manifesti e dalle lotte di operai e studenti nel ’68, ai movimenti delle donne, alle battaglie, come quelle contro gli Ogm, fino alle iniziative messe in campo da Coop in questi anni. Come quelle per l’acqua o la collaborazione con lo Slow Food per un’alimentazioe sana, che usi prodotti biologici e che riscopra le nostre tradizioni in vista di uno stile di vita totalmente diverso.

La mostra è a ingresso gratuito e si opuò visitare presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino, in Corso Castel Fidardo 22.

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