In ricordo di un amico, Ivan Tognarini

17 marzo 2014 pubblicato in Magazine

tognarini_3Il lungo lavoro che è stato necessario per portare a termine la costituzione dell’archivio storico di Unicoop Tirreno sarebbe stato ancor più complicato senza aver avuto alle spalle le ricerche e gli studi di Ivan Tognarini. Le celebrazioni non solo sono eventi carichi di simbolismo, ma possono anche sollecitare studi seri e rigorosi. Così è stato in due occasioni come il 50° e il 60° della nascita de “La Proletaria” che, tra le tante iniziative, hanno permesso la realizzazione di due fondamentali ricerche curate da Tognarini. Con il primo lavoro, edito dalle Edizioni Scientifiche Italiane, “La Proletaria. Una cooperativa di lavoratori dalle origini al grande balzo(1945-1971)”, si è cominciato a far conoscere il profilo d’insieme delle vicende della cooperativa che sino a quel momento erano affidate esclusivamente alla tradizione orale dei pochi protagonisti e testimoni viventi. Il volume, articolato in tre parti e corredato da una ricca appendice, utilizzando documentazione sia “interna”alla cooperativa che presente in soggetti esterni, ha ricostruito gli anni che vanno dalla stagione della fondazione (26 febbraio 1945), passando attraverso fasi dure segnate anche da una politica governativa ostile, sino al grande slancio degli anni sessanta ed alla fusione con “La Fratellanza” di Rosignano.

Questo primo lavoro, che ha beneficiato dell’apporto, come sarebbe avvenuto anche successivamente, di Sandro Nannucci e Luigi Tomassini, non solo ha contribuito a far uscire dall’anonimato la storia di generazioni diverse di cooperatori, ma ha spronato la cooperativa a lavorare per recuperare, conservare e valorizzare le tracce documentarie di un lungo viaggio. Una sollecitazione che non è rimasta senza ascolto: alla fine degli anni ’90 si è dato vita ad un primo nucleo dell’Archivio storico, congiuntamente alla costituzione innovativa di un Laboratorio di comunicazione multimediale che sperimentasse anche il rapporto tra memoria storica e nuove tecnologie. Un rapporto che si era tradotto già in un ipertesto sui 50 anni di storia della cooperativa, frutto della collaborazione con il CRAIAT (Centro Ricerche e Applicazioni dell’Informatica all’Analisi dei Testi), diretto da Luca Toschi.

tognarini_2Presentazione del volume “La Proletaria” nella sala consiliare del Comune di Piombino

 

Inoltre questo primo inventario della documentazione raccolta veniva resa pubblica attraverso un “Quaderno”. “Uno strumento di lavoro per un grande affresco di storia”, lo definiva Tognarini. Un affresco che avrebbe contribuito ad arricchire ulteriormente con il volume del 2005, edito da Il Mulino, “Dalla Proletaria a Unicoop Tirreno. La cooperazione di consumo nell’Italia tirrenica (1971-2004)”. In questo lavoro, con il contributo di vari studiosi, vi si raccontava la storia degli ultimi trent’anni, ricostruendo il processo di allargamento della base geografica e sociale, prendendo in esame le performances economiche della cooperativa, analizzando le diverse fusioni fino ad arrivare a quelle ultime con Coop Tevere e Coop Ribolla, ma non trascurando sia la complessa trasformazione dei modelli di socialità cooperativa, basati anche su una idea diversa di concepire il consumo, sia la politica di comunicazione.

L’ultimo apporto di Tognarini alla ricostruzione di questa storia è dato dal suo coordinamento della ricerca su una realtà come la cooperativa “Unione” di Ribolla. Il volume, Un paese minerario e la sua cooperativa di consumo. L’Unione di Ribolla dalle origini alla fusione con “Unicoop Tirreno”:1945-2006, edito da Polistampa nel 2008, ricostruisce le vicende delle sei piccole cooperative nate nei dintorni di Ribolla nell’immediato dopoguerra sino ad arrivare alla fusione di coop “Unione” con Unicoop Tirreno. L’insieme di questi lavori non solo ci ha consegnato un filo narrativo da cui potranno ripartire ulteriori ricerche, ma ha contribuito fortemente affinché si proseguisse nell’opera di rintracciare, conservare e valorizzare un ricco patrimonio documentario. Di tutto questo dobbiamo essergli fortemente riconoscenti.
tognarini_1Certo faremmo un torto a Tognarini se non dicessimo che l’impegno scientifico a studiare il fenomeno cooperativo era fortemente intrecciato al suo essere “piombinese”, al suo forte legame alla storia di questa città-fabbrica e alla “sua” cooperativa. Le sue corde non erano solo intellettuali come ho potuto verificare in tante occasioni.

D’altronde fa parte di quella generazione di studiosi di storia in cui passione civile e politica e interessi e rigore scientifico si sono sempre intrecciati nella convinzione che la conoscenza del passato fosse un elemento imprescindibile nella formazione di cittadini democratici. Ma noi, grazie anche a Ivan, con il nostro Archivio, con la nostra Fondazione, continueremo a raccontarla questa piccola,grande storia di generazioni diverse di cooperatori, percorrendo anche nuove strade di ricerca e di narrazione, sperimentando linguaggi e nuove forme comunicative come stiamo cercando di fare.

 

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