5 settembre 1989, trent’anni fa al Laurentino

5 settembre 2019 pubblicato in Storie dall'Archivio

Trent’anni fa, nella zona del Laurentino, aprì il terzo negozio de La Proletaria nella Capitale. La Cooperativa era presente a Roma da ben 17 anni: tuttavia il suo sviluppo a Roma procedeva lentamente.

L’apertura del negozio del Laurentino, alla fine degli anni Ottanta, si pone in un periodo molto particolare della storia della Cooperativa e del Paese, nonché della Capitale. Furono anni, per dire così, che videro la chiusura di un epoca e l’apertura di un’altra fase storica per La Proletaria. L’epoca che finiva era quella che arrivava dal dopoguerra e dai primi, difficili anni della Cooperativa piombinese, che passava dagli “eroici” anni Cinquanta, dal “Boom economico” e dall’arrivo del consumismo negli anni Sessanta, dalla crisi economica e politica degli anni Settanta, dall’incendio del supercoop di Piombino. Alla fine degli anni Ottanta cambiarono molti elementi della Cooperativa, c7ambiamenti che erano andati definendosi nel corso del decennio: cambiò il ruolo e l’organizzazione dei soci, la rete di vendita vide accelerare la chiusura dei piccoli spacci e l’apertura dei supermercati, si procedette alla finanziarizzazione e all’apertura delle prime società partecipate. Fu dato in questi anni anche un ulteriore impulso all’espansione territoriale della Coopertiva: presente da moti anni nel Lazio, la Proletaria rese più incisiva la sua presenza e iniziando a guardare verso la Campania. Proprio a sottolineare la sua presenza su una vasta area tirrenica e per volersi smarcare dalle vecchie connotazioni e dai vecchi legami politici (visti anche i cambiamenti politici internazionali e italiani), di lì a un anno La Proletaria cambiò il suo nome in Coop Toscana Lazio. Nell’ottica di espansione nel Lazio andava anche l’acquisizione nel 1989 di Stella Market, catena di supermercati privata con alcuni punti vendita nel Lazio, con la Iris srl e con Calipso srl, piccole catene commerciali attive nelle province di Latina e Frosinone: l’acquisizione di queste catene accelerò decisamente l’espansione della Cooperativa in questa regione.Lo stesso dicasi per l’acquisizione e la fusione per incorporazione con la Mariniello srl a Viterbo e con la Famigliare di Tarquinia.

Negli anni Ottanta e nel decennio successivo, La Proletaria cambiò volto, avviandosi ad essere una delle cooperative, in quegli anni,  più grandi del Paese.

Ma torniamo a Roma. Sul finire degli anni Ottanta.La Proletaria era presente nella Capitale dall’apertura, nel 1972, 3del primo supermercato Coop a Largo Agosta. Nel 1983 La Proletaria aveva chiuso il negozio della Stazione S. Pietro e aperto quello più grande e funzionale di via Franceschini. Lo sviluppo della presenza della Proletaria, tuttavia, procedeva lentamente nella Capitale, a causa, tra le altre cose, dei negozianti che la boicottavano e degli ostacoli derivanti dalle politiche delle amministrazioni romane nei precedenti 15 anni. In effetti, quando la Cooperativa volle aprire un suo terzo punto vendita nella Capitale, quello appunto di via Laurentina, quello fu il primo (in 17 anni!) che ottenne sin da subito l’autorizzazione amministrativa da parte del Comune, senza doverla comprare o rilevare da altri.

Il Laurentino, nonostante fosse una “nuova” periferia di Roma (era stata edificata a cavallo tra anni Settanta e anni Ottanta sotto la spinta di una carenza di alloggi dovuta alla terziarizzazione della città, degli sfratti e all’abbattimento dei “borghetti”), ricordava il presidente della XII Circoscrizione dell’epoca, Giorgio Di Giorgio, oltre ad essere troppo densamente popolata anche problemi di gestione delle acque del suolo. Proprio in questo quartiere, che aveva sì contraddizioni e storture ma anche grandi potenzialità di rinnovamento e socializzazione, iniziò quindi una presenza della Cooperativa che mirava ad inserisi attivamente nel tessuto sociale romano, a cominciare dalla riqualificazione delle periferie “degradate”.

4Il progetto per il nuovo negozio del Laurentino si presentò subito come ambizioso: si trattava di aprire il centro commerciale più grande della Cooperativa nella Capitale. Il modello più diffuso in quel decennio era rappresentato dal centro commerciale integrato: e anche per l Laurentino venne scelta questa formula. Il negozio si estendeva per oltre 2700 mq di superficie di vendita, Obiettivo della Proletaria era anche quello di creare una cultura cooperativa in zone povere e arretrate. Per questo, secondo Aldo Soldi, era necessario fare delle forti iniziative sociali e consumeriste.

Il negozio di via Laurentina fu inaugurato il 5 settembre e iniziò le vendite il giorno successivo. Intervennero l’allora vice presidente della Cooperativa Roberto Conti, il presidente della Lega Regionale Cooperative Lelio Grassucci, Giorgio di Giorgio (Presidene della XII Circoscrizione) e Guido Milana (presidente Associazione Regionale delle Coop di Consumatori). Dopo il taglio del nastro era prevista la visita al supermercato per soci e clienti.

Questo accadeva trent’anni fa: ma la storia della Cooperativa nella Capitale deve ancora essere scritta.5

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