Il Circolo Ricreativo Culturale La Proletaria

3 agosto 2018 pubblicato in Storie dall'Archivio

gruppo-di-ragazze-1958Il 12 febbraio 1956, durante un’assemblea del Consiglio di Amministrazione de La Proletaria, si discuteva, tra gli altri punti, delle iniziative sociali della cooperativa e dei legami importantissimi con la base sociale. Era – ed è – importante per la coooperativa creare e rafforzare i legami con la base sociale. Da poco il doposcuola per i figli dei soci era stato chiuso (nel 1955), ma già si alzavano voci che chiedevano un legame più stretto e continuativo con la base sociale. Proprio in questa direzione si mosse il consigliere del Sarto, che proponeva di muoversi nel settore culturale e ricreativo, sulla scia di altre cooperative. Non era il solo che chiedeva un investimento dellla cooperativa in senso ricreativo e culturale: molti soci avevano più volte espresso un tale desiderio attraverso i comitati di spaccio e i dipendenti avevano chiesto l’apertura di un circolo cooperativo offrendosi di contribuire con la disciolta cassa mutua integrativa aziendale. Sul numero del  1956 di Vita de La Proletaria, un po’ retoricamente si ricordava che “tanto i dipendenti, come  soci […] sentivano la necessità di un loro locale che li  ospitasse nelle ore libere, per ritemprarvi le forze e lo spirito, e dove ritrovare, nella comunità e nella familiarità, quella ricreazione e quella cultura sana e democratica, di cui sentivano da tempo la mancanza. (Vita de La Proletaria, 1956).

A questa proposta si unirono immediatamente anche altri consiglieri, ribadendo il profiquo e costante legame con i soci che avrebbe avuto una simile iniziativa e ricordando che all’epoca la cooperativa non aveva una sede in cui tenere le assemblee con soci e dipendenti. Da tenere presente anche il fattore culturale dell’iniziativa: il rapporto con i soci doveva passare anche e soprattutto attraverso la culltura, non solo attraverso il gioco. Il consigliere Angiolino Bennati propose in quella occasione di mettere all’interno del nuovo circolo anche la biblioteca sociale. La consigiera Cini andò oltre, riconoscendo il buon lavoro sociale svolto dalla cooperativa ma rimproverando la scarsa preparazione da parte di soci e dirigenti e chiedendo di leggere e studiare tutto ciò che fosse inerente ai principi e al lavoro cooperativo. (Cda 12 febbraio 1956).

Quello stesso anno il Circolo Ricreativo fu inaugurato, anche se era aperto ai soli dipendenti, con l’esclusione dei soci: nel luglio si richiese di ampliare l’ammissione anche ai soci, in quanto l’esclusione aveva cfeato un vivo malconento tra la base sociale, tanto da destare preoccupazioni per “l’andamento della cooperativa stessa”. Per questo, dopo l’ammissione dei soci, il circolo cambiò nome da Ricreativo a Culturale e Ricreativo.

In breve tempo il Circolo Ricreativo e Culturale divenne un organismo capace di autogovernarsi, con un proprio Consiglio Direttivo, composto da consiglieri di amministrazione, che elaborava  propri progetti e presentava le sue proposte al Consiglio di Amministrazione.

Nei primi tempi l’attività principale era quella di guardare la televisione: dal 1954 l’EIAR era diventato RAI e proponeva i primi programmi pomeridiani e serali. Come tutti sanno nei primi tempi la visione della TV era un evento sociale: soprattutto le fasce popolari non potevano permettrsi il costoso elettrodomestico e ci si riuniva a volte in gruppi numerosi nei bar, o nei circoli che mettevano a disposizione il loro apparecchio. Anche la cooperativa mise a disposizione una TV per i soci, anche se qualcuno mugugnava dello scarso valore delletrasmissioni  televisive “che poco […] hanno di istruttivo e culturale” (anche se comunque non si poteva parlare di TV spazzatura come ai giorni d’oggi).

circolo-la-proletaria-vita-de-la-proletaria-1956La sede del circolo, però fu presto ampliata e fornita di nuove attrezzature (come l’acquisto di nuove poltroncine, la sistemazione del palco e l’apertura di una porta di sicurezza),  perché le attività non si limitassero unicamente alla visione della TV. In effetti, ad un anno dall’apertura, voci all’interno della cooperativa riconobbero che poco era stato fatto nel settore culturale: il grosso dell’attività era dedicato alla TV e a giichi da tavola come scacchi, dama, canasta. Durante i primi mesi di attività si erano comunque svolte nella sede del circolo altre iniziative, anche in collaborazione con l’Ufficio soci de La Proletaria. Si trattava di iniziative per i figli dei soci, come premiazione dei disegni e dei temi migliori, spettacoli organizzati e tenuti dai ragazzi (che, secondo la Cooperazione Italiana del 6 novembre 1957 erano indice dell’apprezzamento da parte dei soci e dei più piccoli delle atttività del circolo), premiazioni per i ricami migliori per i corredini da neonati; tuttavia erano anche altre le iniziative a carattere culturale, come conferenze di personaggi di cultura ( come quelle del professor Vinditti sul tema dell’Ortopedia, o del professor Andrea Finicchiaro Aprile sul tema delle riforme istituzionali). Sempre al circolo si svolsero serate di musica operistica e ascolto di dischi. Per il 1958 si prevedevano 10 conferenze culturali, spettacoli di vario tipo, ampliamento e rinnovamento della biblioteca (vennero infatti acquistati 500 volumi) e della discoteca, ampliamento della sala, costruzione di un bagno, aumento della capienza della sala e collocazione all’esterno della scritta “Circolo Ricreativo e Culturale La Proletaria”.

Nei primi anni di attività il circolo lavorò alle sue iniziative, ma era chiaro che si doveva sviluppare soprattutto il settore culturale: nel succitato articolo della Cooperazione Italiana si lamentava una scarsa quantità di libri presenti nella biblioteca sociale, “solo” 2000 volumi. In questo articolo, probabilmente anche registrando alcune impressioni dei funzionari del Circolo, mancavano libri per ragazzi, per le donne, un’enciclopedia o opere dei contemporanei italiani e stranieri.

Oltre a queste iniziative culturali organizzate per i soci vi erano quelle che coinvolgevano più direttamente i dipendenti e le loro famiglie, come le serate danzanti in occasione della Festa della Donna con premi in denaro per i dipendenti piiù meritevoli. A proposito di donne: sin dall’inizio esse erano state impegnate nel settore sociale della cooperativa (a volte erano loro le quasi uniche animatrici dei comitati di spaccio e delle niziative a sfondo sociale e culturale, dalla beneficenza all’organizzazione delle conferenze); nel corso degli anni  le donne acquistarono un loro preyciso ruolo  all’interno del Consiglio di amministrazione proprio grazie alle attività sociali da loro promosse. Dal 1959 alcune donne cominciatrono a far parte della Commissione Culturale del Circolo (la prima fu la storica consigliera Rosa Azzalin Girardello).

Ti piace questo post?

Potrebbero interessarti

Agenda

novembre 2018

novembre: 2018
L M M G V S D
« set    
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

Facebook

La parola del momento

#democrazia.