La biblioteca cooperativa

26 settembre 2018 pubblicato in Storie dall'Archivio

toad-lane-prima-sede-probi-pionieri-copia1844, Toad Lane, Rochdale, distretto tessile della contea di Manchester. Molte volte siamo tornati a parlare della “via dei Rospi” di Rochdale (anche se in realtà toad è un arcaismo per old, vecchio), una via ben poco bella, un posto sporco, frequentato dai poverissimi operai tessili di Rochdale. In questa via “dickensiana”  fu aperto, dopo alcuni tentativi falliti, il primo spaccio cooperativo; nel Vicolo Vecchio di Rochdale, insomma, la storiografia e la narrazione cooperative vedono la nascita della cooperazione moderna.

I primi anni di esercizio di questo spaccio lo videro districarsi tra mille problemi e nemici. Il 20 settembre 1853, in un verbale di un’assemblea si votò per dare 40 sterline alla biblioteca della coperativa; di lì a poco i Probi Pionieri destinarono il 2,5% degli utili trimestrali della cooperativa al cosiddetto Fondo educativo, destinato al miglioramento intellettuale dei soci, all’ampliamento e al mantenimento della biblioteca, e ad altri  strumenti per la formazione culturale dei soci. La biblioteca della cooperativa contava intorno al 1857 circa 2200 volumi, fra i quali alcuni molto costosi (come raccontavano i Probi Pionieri); la cooperativa aveva inoltre anche una sala di lettura, dove ogni  socio poteva leggere liberamente. Come scriveva Smithies, uno dei Probi Pionieri, l’opera formativa e culturale della cooperativa si notava facilmente nei soci: “La migliorata condizione dei nostri soci appare dai loro abiti, dal loro portamento e dalla libertà di parola. Difficilmente credereste che tale cambiamento è dovuto a una società cooperativa” (George J. Holyoake, 1878).

Dall’Inghilterra ottocentesca e operaia facciamo ora un salto in avanti nel tempo, che ci porta lontano anche nello spazio. Arriviamo quindi alla Piombino del secondo dopoguerra, dove era stata fondata nel febbraio 1945 la cooperativa La Proletaria. La Proletaria aveva come obiettivi primari anche il miglioramento tecnico e morale dei soci (Statuto sociale de La Proletaria). La cooperativa, come detto più volte, era stata costituita sia dalle forze del CLN che dagli operai dell’ILVA; non sembra ci fossero, anche all”inizio degli anni Cinquanta, molti soci “acculturati” (cioè che avessero avuto un’istruzione superiore o che facessero mestieri “intellettuali”). Eppure, dopo la fondazione della cooperativa, era stata costituita una piccola biblioteca: nel 1951 si parlava in Consiglio dell’acquisto di nuovi libri “per una cifra modesta” per la biblioteca (CdA 12/08/1951). Tuttavia nei primi anni la biblioteca della cooperativa era aperta ai soli dipendenti: solo nell’ottobre 1951 essa fu però aperta anche ai soci (CdA 14/10/1951).

Il problema culturale era molto sentito in campo cooperativo, sia a livello provinciale che nazionale. Sul numero del 7 maggio 1952 de La Cooperazione Italiana, organo della Lega, si leggeva che era stata lanciata un’iniziativa importante per la cultura cooperativa, ovverosia “Le biblioteche di cooperativa”. Il 18 maggio 1952 si era tenuto a Castiglioncello un convegno Provinciale e Nazionale dei cooperatori, a cui avevano partecipato tra gli altri anche La Proletaria e una delegazione della cooperativa La Fratellanza di Rosignano Solvay. Proprio il presidente de La Fratellanza, Ferretti, fece una breve relazione sui temi discussi durante il convegno,tra cui il problema “sociale e culturale” delle cooperative. La proposta era quella di creare delle “biblioteche di spaccio circolanti a carattere cooperativistico”.  (CdA La Fratellanza 27/05/1952).

Tornando a Piombino, nel 1953, visto anche l’ampliamento dell’utenza dopo l’apertura ai soci della cooperativa della biblioteca, il Consiglio stanziò biblioteca circolante dei soci della cooperativa La Proletaria50.000 lire per l’acquisto di nuovi volumi (CdA 15/03/1953). Nel febbraio del 1956, cercando una sede dove poter fare le riunioni con soci e dipendenti e installare una sala per realizzare iniziative  culturali e ricreative (più avanti quello stesso anno fu infatti inagurato il Circolo ricreativo culturale de La Proletaria) fu proposto di  spostare in questa sala anche la biblioteca, per avere un luogo in cui i soci avrebbero potuto leggere. D’altra parte la lettura e la formazione dei soci e dei consiglieri era molto sentita: in quella stessa seduta di Consiglio la Consigliera Cini rampognò i suoi colleghi e soci della coperativa per la scarsa attenzione allo “studio e alla lettura della stampa cooperativa” (CdA 12/02/1956).

Da questa prima biblioteca numerose furono le iniziative legate alla cultura, ai libri, alla formazione di soci e non, durante settant’anni di lavoro della cooperativa. Numerose volte ne abbiamo parato, ma naturalmente torneremo anche in futuro sul tema.

Ti piace questo post?

Potrebbero interessarti

Agenda

ottobre 2018

ottobre: 2018
L M M G V S D
« set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Facebook

La parola del momento

#democrazia.