Salivoli, dal 1955

3 dicembre 2020 pubblicato in Storie dall'Archivio

La Proletaria, nata alcuni mesi dopo la liberazione di Piombino per soddisfare i bisogni della popolazione stremata dalla guerra, aveva cominciato ad espandere la propria rete di spacci sul territorio Comunale. Dallo spaccio dell’Ilva in pochi anni La Proletaria aveva aperto nuovi spacci in città, aveva acquisito un forno per il pane, apecarnevale-festa-dei-bambini-di-salivoli-ca-1990rto negozi all’Isola d’Elba, nei quartieri del Cotone e del Poggetto, alla Tolla, Baratti, Riotorto, prima di oltrepassare i confini del Comune, verso San Vincenzo e Donoratico.

Si può rintracciare sin da settembre-ottobre del 1949 la volontà degli abitanti di Salivoli di aprire uno spaccio anche nel quartiere, quando si costituì un comitato promotore per l’apertura di un negozio, con cui i consiglieri presero contatto.

Nel 1950, in seguito alle pressanti richieste venute da comitati di spaccio e soci, si decise di aprire uno spaccio anche carnevale-festa-dei-bambini-di-salivoli-1990-set-2in questa località. Il quartiere stava vivendo un momento di sviluppo edilizio: il luogo scelto inizialmente si era dimostrato, nel contesto dell’incremento edilizio, marginale; inoltre il fondo era inadeguato ad ospitare uno spaccio de la Proletaria. La Cooperativa si mosse per trovare un nuovo sito più centrale e funzionale. Dopo alcune ricerche si trovò un locale, nel 1953 iniziarono i lavori di ammodernamento, quindi nel 1955 fu aperto il nuovo spaccio.

Alla fine degli anni ’70 La Proletaria ha una solida base patrimoniale che le permette di portare avanti il processo di modernizzazione dei negozi iniziato più di un decennio prima. Con gli anni ’80 inizia un’opera di miglioramenti e ristrutturazione dei vecchi negozi: in quest’epoca infatti si videro, anche a livello internazionale, molti cambiamenti nei consumi, nella società, nel mondo del lavoro, della cultura. Ma la vera novità va ricercata con l’apertura dei primi centri commerciali integrati (dalla seconda metà degli anni ’80 il CCI diventa il punto di riferimento della Cooperativa, che rinnova e omogenizza la propria rete di vendita con negozi di minimo 400 mq, anche in accordo con l’indirizzo del movimento cooperativo nazionale): dopo quelli di Livorno La Rosa e di Rosignano nel corso degli anni ’80 in Toscana furono aperti nuovi centri commerciali integrati (parcheggio, ampia offerta merceologica, strutture ad un piano integrate con esercizi commerciali privati), da Carrara a Grosseto; l’ultimo ad aprire fu proprio quello di Piombino Salivoli.immagini-di-cassiere-alla-coop-salivoli-1994-set-1

Lo spaccio di Salivoli sopravvisse durante anni di intensi cambiamenti sociali, culturali ed economici: il piccolo negozio risultava, nel 1984, “ai limiti del disservizio”. La Cooperativa decise quindi di approfittare di un bando di concorso del Comune di Piombino per la concessione di un terreno su cui costruire un nuovo e moderno centro commerciale (anche nell’ottica dell’ammodernamento della rete di vendita).  Per questo nel 1986 venne costituita la srl Centro Commerciale Salivoli, di cui La Proletaria aveva la quasi totalità del capitale, ma a cui parteciparono anche altre coop del territorio. Nel gennaio del 1988 venne inaugurato il nuovo Centro commerciale.

 

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