Un Supercoop nel paese delle miniere

Via Liguria, Ribolla

28 settembre 2018 pubblicato in Storie dall'Archivio

È già passato un anno dall’apertura dell’incoop di Ribolla. Per festeggiare questa ricorrenza Il prossimo mercoledì 3 ottobre 2018 dalle 9,30 la sezione soci delle Colline Metallifere offrirà ai soci e consumatori, presso il negzio di via Liguria a Ribolla, un buffet con torta. Anche l’Archivio Storico si unisce ai festeggiamenti, pubblicando un articolo sulla storia del negozio di Ribolla, inaugurato nel 1975: la storia della cooperazione a Ribolla arriva da lontano, ed è una storia bella, tragica e complessa. Ripercorrere una parte di quella stoia può essere un modo per essere ancora più fieri del negozio di oggi. Un altro tassello che va ad aggiungersi al mosaico della storia cooperarativa che andiamo componendo ormai da anni.

Alla fine di questo articolo troverete l’invito per l’inaugurazione del negozio, il 3 ottobre 2018 dalle ore 9.30.

Avevamo parlato qualche mese fa delle origini di quella che fu Coop Unione. Ripartiamo dunque da quel punto per arrivare a parlare del primo supermercato aperto a Ribolla, quello di via Liguria.

Dopo la formazione dell’Unione di Ribolla nel 1959, la sostituzione del vecchio presidente con l’ex Vice Sindaco di Roccastrada e partigiano Mendes Masotti e l’incorporazione della cooperativa “Unione” di Roccastrada l’anno successivo, l’Unione di Ribolla procedette ad un rafforzamento della sua presenza nel territorio. Tuttavia i primi anni, proprio a causa della permanenza in questo territorio, non furono rosei per l’Unione. Dopo la tragedia del 1954 e la partenza della Montecatini, nonchè i cambiamenti socio economici del dopoguerra e la mancanza di sviluppo in queste zone, questo territorio divenne instabile: furono molte le persone che emigrarono per cercare lavoro altrove. La cooperattiva non poteva quindi operare in libertà e senza rischi i necessari investimenti per espandersi e ammodenarsi, vista, tra le altre cose, la crescente emigrazione di soci e clienti. In questa fase fu quindi importante l’aiuto ricevuto dal movimento cooperativo nazionale e una riustrutturazione della rete di vendia che si attuò soprattutto nella chiusura degli esercizi in perdita.

Alla fine degli anni Sessanta l’Unione aprì un proprio magazzino a Ribolla, pur continuando a mantenere i rappporti col movimento cooperativo per quanto riguardava gli approvvigionamenti. Purtroppo, nonostante l’impegno dell’Unione nel rilanciare la propria azione nel territorio, si trovò ad affrontare nei primi anni del decennio successivo un’altra situazione grave ed inaspettata, quella generata dall’inflazone e dalla crisi petrolifera. A causa della forte inflazione, infatti, nonostante le vendite in rialzo che la cooperativa faceva sul territorio, non riusciva a guadagnare, vista la svalutazione della lira. Per questi motivi nel 1975 l’Unione chiuse in rosso il proprio bilancio, per la prima volta dalla sua costituzione.

La crisi e i cambiamenti socio economici, imponevano una ristrutturazione della rete di vendita: il negozio tipico di Coop Unione, ancora nei primi anni Settanta, era quella dello spaccio cooperativo degli anni Cinquanta (ridotte dimensioni, scarsa offerta merceologica, poca specializzazione nel lavoro).

L’apertura del supermercato di Ribolla contribuì a combattere la forte inflazione di quell’inizio decennio. Con una spesa di 115 milioni di lire, il 14 dicembre del 1975 fu inaugurato il primo supermercìato di Ribolla (il giorno successivo, il 15, fu aperto al pubblico), quello di via Liguria. L’apertura del supercoop fu fatta chiudendo gli altri quattro punti vendita del paese (via Montemassi, via Collacchia, Piazza della Libertà e via del Parco), contribuendo ad abbassare le spese di gestione e ad aumentare il monte vendite e il livello di vendite per dipendenti.

Il negozio era molto più ampio degli spacci aperti da Coop Unione in quelle zone (meno di 100 metri quadrati): nei suoi 580 metri quadrati si potevano trovare il reparto alimentare, quello di macelleria e quello degli extra alimentari. Il negozio, che come abbiamo detto cominciò subito ad  andare bene, si adattò alle nuove esigenze della società e contemporaneamente contribuì ad elevare la società stessa; la gestione del negozio e dei dipendenti subì un grande miglioramento: la specializzazione dei vari settori (divisione in reparti, cassa, preparazione cibi, allestimento scaffali, immagazzinamento, carico e scarico delle merci, per fare solo alcuni esempi) contribuì a razionalizzare e velocizzare il lavoro dei dipendenti, portando ad aumentare quindi il guadagno del punto vendita.

Scarica l’invito

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