Via Inghilterra, Grosseto

1° giugno 1984

18 settembre 2017 pubblicato in Storie dall'Archivio

In occasione della riapertura del negozio di Via Inghilterra a Grosseto il prossimo 21 settembre, pubblichiamo un articolo in cui ripercorriamo la storia della Cooperativa nella zona grossetana e ricorderemo alcune parole  degli osservatori all’apertura del nuovo negozio, il 1° giugno 1984. Le foto di questo articolo sono state riprese dal numero del 12 ottobre 1984 di Coop La Proletaria Notizie, conservato all’Archivio Storico  di Unicoop Tirreno.

img_0001La Proletaria, sin dalla nascita, iniziò subito ad assorbire le cooperatve che erano sorte dopo la Liberazione nel territorio di Piombino e della Val di Cornia, anche in ottemperanza alle direttive della Confederazione Provinciale delle Cooperative. Negli anni Sessanta La Proletaria decise di oltrepassare i limiti della Provincia di Livorno: fu proprio in questi anni che si iniziò a guardare verso sud, verso la Provincia di Grosseto, e poi ancora verso il Lazio.

Nella Provincia di Grosseto il movimento cooperativo era molto vivace e “precoce”: solo per citare due esperienze che abbiamo già incontrato nelle nostre ricerche, nel 1892 vennero fondate la Società Cooperativa del Popolo di Massa Marittima e la Società Anonima Cooperativa di Produzione e Consumo di Orbetello.

A Grosseto, davanti al notaio Giorgetti, si era costituita, il 7 maggio 1961, l’Alleanza Grossetana Cooperative di Consumo. I libri di questa coop furono perduti durante l’alluvione del 1966, per cui all’Archivio è posseduta la documentazione solo a partire da quell’anno. Come avveniva da altre parti e come proprio in quegli anni sava facendo La Proletaria, nel ’67 l’Alleanza di Grosseto procedette a chiudere alcuni piccoli spacci  e ad aprire moderni “Supercoop” a Grosseto, a Massa Marittima e a Castiglion della Pescaia. L’Alleanza si era molto espansa sul territorio: c’erano ben 39 spacci, in maggioranza sulle colline intorno la città.

Il 20 luglio del 1968 si procedette alla fusione con La Proletaria, di cui si discuteva sin dall’anno precedente: a questaimg_0004 data può esser fatta risalire la presenza della Cooperativa in questo territorio (in quello stesso anno la Cooperativa si fuse anche con altre coop grossetane, come l’Alleanza Cooperative di Consumo di Gavorrano e La Proletaria Scarlinese). Dei 39 spacci rimasero in funzione solo 12 negozi, prevedendo di aprire dei Supercoop a Massa Marittima e a Monterotondo. In questa occasione l’Ente Consumo di Grosseto, che aveva 5 spacci e un giro d’affari di 1 miliardo annuo, si disse disposto a cedere i propri spacci a La Proletaria.

Nel decennio successivo, negli anni Settanta, La Proletaria era ormai una cooperativa importante: dopo la fusione con La Fratellanza, la cooperativa piombinese era estesa da Livorno sino al Lazio. Si impose quindi la necessità di adeguare la propria rete di vendita alla nuova realtà sociale, economica e tecnologica, nonchè ai nuovi modi di consumare, anche in accordo con le direttive della Confederazione Provincialedelle Cooperative di Consumo e successivamente di Coop Italia.

Per questo in quegli anni si iniziò a discutere e a procedere a una ristrutturazione della rete di vendita, che mirava a un’applicazione di nuovi modelli di distribuzione, nuove tipologie di negozi  e nuove tecniche di amministrazione. Furono quindi chiusi alcuni negozi con scarso rendimento e si consolidarono i risultati ottenuti nell’espansione territoriale. Mentre La Proletaria proseguiva ad espandersi verso Roma, la rete di vendita veniva ristrutturata ed aggiornata, seguendo le linee di modernità, efficienza e adeguamento alla nuova realtà dei consumi sorta tra gli anni Settanta e Ottanta. L’apertura del Supermercato  di via Inghilterra a Grosseto si inseriva in questo contesto, diventando, come vedremo, un esperimento pienamente riuscito.

Il negozio di Via Inghilterra a Grosseto fu inaugurato il 1° giugno  del 1984. I larghi margini di guadagno de La Proletaria di quegli anni erano investiti soprattutto nella qualità delle nuove strutture e nell’ammodernamento della rete di venditta. Questa realizzazione fu un fiore all’occhiello per la Cooperativa in quel periodo: il negozio era ampio, con molti reparti (anche se il non alimentare fu inaugurato qualche mese più tardi), attrezzature moderne e moderna gestione del negozio, facile accesso ai piani, buona illuminazione. La zona in cui sorgeva, la 167 Nord, eran una zona quasi completamente nuova e ben collegata al centro storico.

Il sindaco di allora, Flavio Tattarini, così si espresse nei confronti della nuova apertura:  “L’attivazione del nuovo ‘Centro commerciale’ della 167 Nord è, intanto, una tappa importante di un processo di sviluppo urbano che riguarda tutta la comunità. Ma è anche un sintomo di consolidamento di una organizzazione cooperativa sempre sensibile alle esigenze  e alle aspettative dei consumatori che, insieme all’Ente Comunale di Consumo ed ai più avvertiti operatori commerciali privati, concorre ad offrire un ampio quadro di riferimento per la soddisfazine dei bisogni primari dei cittadini”.

L’apertura del nuovo negozio sollevò diverse voci di plauso, visto che andava ad inserirsi, completare e integrare le scelte urbanistiche nel nuovo qurartiere. L’apertura di un nuovo Supercoop nella 167 Nord  di Grosimg_0010seto, la sua modernità che contribuiva a portare nuovi servizi e ad innalzare la qualità generale della zona, venne ripresa e sottolineata anche da altri osservatori, tra cui il Presidente del Consiglio di Circoscrizione “Pace” della zona 167 Nord Roberto Pascucci, il Responsabile FILCAMS CGIL di Grosseto Franco Miglianti, il Segretario del Comitato di zona del PCI area Grossetana Loriano Valentini e il Segretario della Federazione del PSI della Provincia di Grosseto Floriano Benvenuti. Nella zona c’erano circa 7000 soci e l’allora Presidente del Comitato soci di Grosseto Luciana Sottani annunciava iniziative culturali e ricreative per i soci, per consolidare il legame della cooperativa con la città e fare del negozio un centro di riferimento per la cittadinanza.

Nei primi mesi della sua attività il negozio sembrava non dare però i risultati sperati: a quanto pare infatti era frequentato dagli abitanti del quartiere, mentre faceva fatica ad attirare gli abitanti del resto della città (anche a causa della concorrenza). In quella prima fase la Cooperativa si impegnò quindi ad incrementare la pubblicità al nuovo negozio.

L’impegno a dare visibilità al super di via Inghilterra sembrò dare presto i suoi frutti. Già a settembre del 1984 i bilanci mostrarono tutti i sintomi di una ripresa, tanto che il Consiglio della Cooperativa poté ipotizzare che la città stava “scoprendo la nuova struttura e quanto essa po[teva] offrire” (Cda 24 settebre 1984).

Ulteriore visibilità il negozio la ottenne di lì a poco, il successivo 3 novembre, quando fu aperto anche il settore non alimentare al primo piano, andando così a completare l’offerta merceologica del negozio.

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