13 luglio 1972: l’incendio del Supercoop di Piombino. Seconda parte: l’aiuto dei cittadini di Piombino e il crollo

4 maggio 2010 pubblicato in Varia

Questo post è il secondo di una serie tre pubblicati su MemorieCooperative. Ecco i link agli altri due articoli, ovvero ‘L’incendio del Supercoop di Piombino. Prologo.’ e ‘L’incendio del Supercoop di Piombino. Terza parte: la solidarietà e la ricostruzione‘.

Subito dopo il propagarsi dell’incendio, entrò in scena la solidarietà dei pombinesi. Dipendenti, soci e molti cittadini accorsero in quelle ore sul luogo dell’incidente, per poter mettere in salvo il salvabile dall’interno del negozio e aiutare a domare il fuoco.

Purtroppo, anche la grande mobilitazione popolare non fu sufficiente a salvare l’immobile dalla distruzione.

La foto ricordata all’inizio di questo articolo fa parte di un servizio fotografico conservato oggi nell’Archivio Coop di Ribolla: probabilmente è un dono dello studio di fotografie industriali “Civilini di P. Lepri”, che inviò cinque giorni dopo l’incendio una serie di scatti, fatti durante il rogo, alla direzione di Coop Italia in segno di solidarietà (nella cartella che contiene il carteggio che documenta la solidarietà alla Proletaria, sono conservati la lettera dello studio fotografico e i ringraziamenti da parte del Vice Presidente Roberto Conti). Il servizio fotografico termina con una serie di immagini che ritraggono le devastazioni all’interno del supermercato e poi del crollo dello stabile.


Da un documento del Consiglio dei Delegati Sindacali dipendenti Coop La Proletaria, si apprende che i danni del rogo furono di circa un miliardo di lire, cui si aggiungevano due miliardi di merci invendute distrutte dalle fiamme: quest’ultimo fu il danno maggiore, visto che l’assicurazione poteva coprire solamente l’immobile.

Il giorno dopo il disastro, il 14 luglio, si riunirono i delegati sindacali di Piombino e i rappresentanti di Coop Italia per prendere le decisioni più urgenti e dimostrare la solidarietà e la volontà di collaborazione del sindacato.

Il 15 luglio, come accennato più sopra, si riunirono il Consiglio di Amministrazione e i dirigenti: in questa riunione, oltre a richiamare i fatti del 13, ad auspicare la nomina di un perito che conteggiasse i danni dell’incendio ed a proporre linee guida per la ricostruzione, fu annunciata l’intenzione di conservare i posti di lavoro di tutti i dipendenti del Supercoop di Piombino, che furono infatti assorbiti nei punti vendita del livornese (Rosignano Solvay, San Vincenzo, Donoratico, Cecina) e negli organici del Magazzino COOP-ITALIA.

Pochi giorni dopo, in una circolare del 3 agosto, il Consiglio di Amministrazione dava notizia dell’apertura di un negozio provvisorio in via Corsica e l’intenzione – ribadita più volte nei mesi successivi dai dirigenti nelle riunioni del C. d. A. e nelle circolari interne – di non abbandonare il processo di modernizzazione della cooperativa: fu subito messo in chiaro che, nonostante la grave perdita di Piombino, la Proletaria avrebbe portato avanti i progetti di apertura dei supermercati a Follonica, Livorno e Portoferraio.

La completa distruzione del supermercato piombinese, il più grande e funzionale dell’azienda, si inseriva quindi nel contesto di ampliamento e modernizzazione della cooperativa: le perdite materiali, economiche e quelle per la ricostruzione avrebbero potuto incidere molto negativamente in questa fase. Le disastrose conseguenze economiche, però, furono notevolmente alleggerite dai contributi e dalla solidarietà che circondò la cooperativa.

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