30 anni di educazione al consumo consapevole. Riflessioni e testimonianze

21 settembre 2010 pubblicato in Varia

Quest’anno ricorre il trentennale dell’Educazione al Consumo Consapevole di Coop. Le celebrazioni di questo importante anniversario culmineranno in una conferenza nazionale dal titolo ”Trent’anni. Spesi bene con i ragazzi, gli insegnanti, le famiglie” il 23 – 24 settembre 2010, a Roma, Palazzo della cancelleria. Pubblichiamo di seguito la testimonianza della sua esperienza di ricerca tra le carte dell’archivio storico di Cristina Del Moro, responsabile dell’Area Educazione al Consumo Consapevole di Unicoop Tirreno.

Nel 2010 le Cooperative di consumo celebrano il trentennale di quella attività che molti definiscono “il fiore all’occhiello” del sistema Coop; dalle Giornate dei Giovani Consumatori, che negli anni degli anni ’80, su spinta dell’esempio francese, coinvolgevano in laboratori e in attività sul tema dei consumi bambini, ragazzi e le loro famiglie nelle piazze delle principali città italiane, si sono sviluppate negli anni vere e proprie proposte educative per la Scuola che vanno oggi a definire, nella loro complessità, il progetto di Educazione al Consumo Consapevole (di seguito ECC).

E’ lui che festeggia la ricorrenza, ed ora che ha una età matura guarda a se stesso con un occhio anche un po’ critico, per fare un primo bilancio in termini di attualità, efficacia, rispondenza ai bisogni, metodo e strategia. Le occasioni celebrative segnano spesso una occasione di rilancio e, come è solito accade, per guardare avanti bisogna ripartire da quello che si è stati. Spinta dal compito di raccontare la storia dei 30 anni di attività nella nostra cooperativa per il lavoro nazionale che si tradurrà in un volume con il contributo delle nove cooperative del sistema Coop, per un periodo mi sono letteralmente immersa nella ricerca delle mie personali memorie (perché già un decennio è passato dal mio primo incarico in Unicoop Tirreno) cercando tra i materiali archiviati al Centro Soci e Consumatori di Livorno quelli significativi per raccontare le tappe di un impegno che continua. E’ stato l’inizio di un lavoro che mi ha consentito di provare un autentico piacere nel ritrovare l’approccio alle cose tipico dello studio universitario; lavorare in Unicoop Tirreno significa anche questo! La ricerca è stata stimolante; all’inizio sapevo che cosa e dove andare a cercare, si trattava infatti di molte attività che a vario titolo, avevo seguito e di cui avevo documenti cartacei e digitali a portata di mano.

Ma c’era la necessità ovvia di andare oltre, indietro nel tempo, cercando le tracce di quello di cui avevo solo sentito parlare ma soprattutto di ciò che non ho mai conosciuto ma di cui esistevano tracce documentate, per fortuna debitamente custodite e archiviate. Ecco allora il contributo importante del racconto di “chi c’era”; se non è stato possibile incontrare i tanti attori che hanno promosso lo sviluppo delle attività di ECC, è stato fondamentale il ricordo di almeno due tra i testimoni di “quel tanto e bello” che è stato realizzato in Toscana e in Lazio negli anni ’80; Enrico Mannari e Anna Di Vittorio. Con loro è stato possibile delineare i “capitoli” in cui suddividere idealmente la storia dell’Educazione al consumo dalla Proletaria ad Unicoop Tirreno.

Quanto raccolto con questo metodo delineava una storia fatta di tendenze, di metodi di lavoro, di macrotemi; occorreva la parte di dettaglio che riportasse alla luce le situazioni, i soggetti, le motivazioni che avevano sostanziato le tante iniziative programmate negli anni dalle sezioni soci e dai Centri soci di Roma e Livorno. Una giornata intera trascorsa all’archivio storico di Unicoop Tirreno è servita a dare tangibilità, concretezza, immagine, alle tante iniziative ricordate con il richiamo ai loro slogan e titoli o località in cui si erano realizzate.

La raccolta di documenti cartacei presenti in Archivio è stata la base di partenza per procedere all’acquisizione digitale di molti di essi: le iniziative raccontate per immagini (foto, folder, manifesti, programmi) ha rappresentato la rifinitura della ricerca storica delle iniziative e il nostro contributo alla pubblicazione nazionale sui 30 anni dell’ECC.

Avere tra le mani quelle tracce mi ha fatto comprendere meglio anche il perché di certe cose e mi ha lasciato con una convinzione che prima di quel momento era stata solo una percezione; La Proletaria, Coop Toscana Lazio è stata una realtà in assoluto anticipo rispetto ai tempi, dimostrando una capacità progettuale e propositiva moderna, articolata e completa.

Oggi parliamo di rapporti istituzionali con gli Uffici scolastici regionali e Provinciali, di formazione docenti, di progetti in rete sul territorio, di integrazione tra le attività rivolte alle scuole e iniziative sociali, di capacità di ascolto delle sezioni soci, di attività per il coinvolgimento delle famiglie, di progetti sui temi degli stili di vita e della cittadinanza, di educazione al consumo per adulti; per ciascuno dei temi citati ho trovato almeno una traccia di iniziative o progetti realizzati, quindici, venti, venticinque anni fa.

Che cosa significa? Mi sono fatta l’idea che la nostra cooperativa abbia in un certo senso anticipato e sperimentato modalità di lavoro e azioni di cui si ritorna oggi a parlare come temi attuali perché sono sempre stati forti principalmente due aspetti: la capacità di ascolto e di relazione con il territorio, di cui si sono sempre colte le specificità sotto il profilo sociale, e quella progettuale che ha saputo declinare i valori cooperativi nei vari contesti e situazioni.

A questo punto penso che per fare ancora meglio si possa davvero ripartire da ciò che già abbiamo fatto con le dovute attenzioni ai nuovi scenari e alle sollecitazioni del momento. I valori della cooperazione, il nostro modo di essere e di agire possono passare proprio attraverso progetti educativi culturali come l’educazione al consumo consapevole che ha la forza sia dei contenuti che del metodo. Sta nella volontà politica e strategica decidere fino a dove spingersi. Non nego a questo punto un piccolo desiderio: che il lavoro avviato, che sarà comunque rappresentato in sintesi insieme a quelli delle altre Cooperative, possa rappresentare per Unicoop Tirreno l’occasione per dedicare uno spazio e una attenzione a ricostruire, spingendosi ancor più nei dettagli, una pubblicazione autonoma sull’ECC.

Farebbe bene a tutti noi al nostro senso di appartenenza e orgoglio cooperativo ricordare quanta qualità abbiamo seminato negli anni.

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