Largo Agosta, 40 anni insieme

19 ottobre 2012 pubblicato in Varia

1972: la cooperazione di consumo sbarca a Roma. E il 28 e 29 settembre si sono festeggiati i 40 anni del primo supermercato Coop della Capitale, nella piazza antistante il punto vendita. Una piazza piena di gente, soci “vecchi” e nuovi che hanno ricordato quel periodo irripetibile, quell’ «originale forma di partecipazione democratica in un’impresa cooperativa» [Sandro Morelli].

È stato proiettato un video realizzato per l’occasione, con le voci e i volti dei soci che hanno contribuito a quell’apertura e che raccontano i sogni, gli ideali, la soddisfazione per essere riusciti a realizzare, tutti insieme, un progetto che sembrava impossibile: «Vediamo se è vera questa storia, che viene la Coop a Roma!» testimonia una delle socie che ha vissuto e ricorda vivacemente i due anni di richieste, ostacoli burocratici, volantinaggi, ostilità da parte delle destre, manifestazioni prima dell’apertura: quando diecimila persone giunsero da tutta la città a vedere quel grande magazzino. Una sorta di “marziano a Roma”, per dirla con Flaiano?

Nelle due giornate di festeggiamenti a largo Agosta, la visione del video e della mostra “Largo Agosta: dal 1972 ad oggi”, giochi e intrattenimento per i bambini, uno spuntino per rifocillarsi e ascoltare musiche d’antan degli anni ‘’60/’80 e spettacoli di musica e cabaret. La sera del 28, poi, c’è stata l’intervista di Luca Telese a Sergio Costalli, vicepresidente di Unicoop Tirreno.

Le testimonianze

Per realizzare il video e la mostra di documenti d’epoca sono stati intervistati alcuni testimoni di quell’esperienza irripetibile. Tutti ricordano l’atmosfera di intensa passione civile e di partecipazione democratica: «È un’esperienza che dura tutta la vita e che non riesci a tenerla dentro. La devi trasmettere», ha detto una delle socie, ricordando i mesi di impegno per formare il comitato promotore, creare le condizioni per l’apertura, spiegare cos’era la cooperazione, perché farsi soci. Una massiccia attività informativa rivolta ai cittadini, un’attività pedagogica che diede i suoi frutti.

Molti di questi “pionieri” sono donne e uomini di ogni età e di ogni ceto sociale, che si sono incontrati per ricordare e festeggiare, anche se preoccupati per il presente e il futuro. È proprio nelle singole storie di queste persone in carne e ossa che si può ritrovare il senso vero di un impegno: per costruire, nella pratica quotidiana, le idee della cooperazione

L’intervista

Dopo il video, Luca Telese e Sergio Costalli hanno discusso dei motivi che spinsero Coop “La Proletaria” ad aprire un grande magazzino a Roma, del ruolo della cooperazione di ieri e di oggi, di democrazia e mutualità.

Costalli parla della crisi degli anni ’70 e della crisi di oggi, di come Coop la interpreta e la fronteggia, dei valori di allora e dell’incertezza attuale. Nel 1972, pur tra difficoltà economiche e terrorismo, «avevamo una narrazione in testa… Anche nei momenti difficili ci sentivamo parte di un movimento più grande. Avevamo la certezza che attraverso l’impegno personale, ma insieme agli altri, noi avremmo conseguito delle migliori condizioni di vita per noi e per i nostri figli».

Di quel periodo pionieristico ed eroico è rimasta una memoria viva, presente e non retorica. Una forza che rappresenta il tenace legame che Unicoop Tirreno ha ancora nel territorio. E la partecipazione di soci e di cittadini del quartiere ai festeggiamenti non è sorprendente: la Sezione soci di Largo Agosta ha garantito le assemblee più partecipate di tutta la Cooperativa, che pur si estende da Carrara ad Avellino. E sono assemblee affollate e anche critiche. Del resto, l’apertura del primo negozio a Roma provocò accesi dibattiti in Cooperativa e nei partiti della sinistra, sull’opportunità di aprire in una città che non conosceva la cooperazione. La storia ha dimostrato che la spinta dal basso di un movimento unitario – singoli cittadini, gruppi, associazioni, circoli culturali, comitati di quartiere – può superare ogni difficoltà.

Ecco perché questo supermercato è, ancora, un punto di riferimento contro il carovita e per la socialità e la solidarietà, come ha anche testimoniato nel video l’attuale presidente della Sezione soci.

Un anno bello e difficile

Nel 1971, c’era stata la fusione tra Coop “La Proletaria”di Piombino e “La Fratellanza” di Rosignano: solo dopo questo rafforzamento si potè dare il via all’espansione verso altre zone, a partire da Roma. Il 1972 fu un anno importante, per l’apertura di Largo Agosta e l’incendio del negozio di Piombino. Due eventi che videro l’impegno a diverso titolo della cittadinanza, come sottolinea Sergio Costalli, il profondo legame della Cooperativa col territorio e coi soci.

A proposito di Centocelle, un ricordo personale. Da giovane liceale, recitai nel 1971 al Teatro Centocelle nello spettacolo di Dacia Maraini “Manifesto dal carcere”. Uno spettacolo sperimentale, in un garage adibito a teatro decentrato, sulle traversie di una ragazza che, passata per il carcere e morta in manicomio, racconta a un coro di donne la sua vita. Quel Teatro – il luogo e lo spettacolo – furono dirompenti per l’intera città. E l’esperienza del Teatro Centocelle, ben prima dell’“era Nicolini” e dell’“Estate romana”, mise in evidenza il tema delle periferie e del ruolo della cultura nella società: in altre parole, favorì l’adesione di molti intellettuali all’apertura, l’anno successivo, del primo supermercato Coop a Roma. Come dice il poeta, Tout se tient

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