Nuove generazioni e valori cooperativi

29 giugno 2010 pubblicato in Varia

Unicoop Tirreno si impegna a favorire la reale partecipazione attiva del socio attraverso il coinvolgimento alla vita associativa. Nel 2009 oltre 18.000 soci hanno infatti partecipato e contribuito al dibattito nelle consuete Assemblee di preventivo e di consuntivo.

Molte sono le iniziative sociali promosse dagli oltre 500 soci attivi che prestano la propria opera di volontariato qualificando e rafforzando la presenza della Cooperativa sul territorio, dando la possibilità a migliaia di soci e consumatori di conoscere più da vicino la vita della Cooperativa stessa. Alla luce di questi dati, e aggiungendo che al 31 dicembre 2009 Unicoop Tirreno contava una base sociale di 845.400 soci, possiamo affermare che Coop è una delle poche realtà in grado di rappresentare un così capillare radicamento sul territorio, sicuramente l’unica nel panorama della Grande Distribuzione Organizzata.

Concentrando l’attenzione sull’età dei soci partecipanti sia alle Assemblee sia al volontariato di Coop, il dato si attesta mediamente intorno ai 57 anni; considerando che l’età media della popolazione italiana è di 43 anni, e se si tiene conto dei minorenni che non possono divenire soci Coop, il risultato è che i partecipanti alla vita della Cooperativa sono uno specchio della realtà sociale in cui stiamo vivendo.

Questa breve analisi “anagrafica” dei soci, ci lega ad uno dei valori fondanti dell’essere Cooperativa, ovvero l’intergenerazionalità, un argomento che sicuramente interessa da vicino le nuove generazioni, un concetto che, in una Cooperativa, trova la sua applicazione attraverso due modalità: la creazione di un patrimonio economico, come riserva indivisibile a disposizione delle generazioni future, e l’attenzione a tramandare e rafforzare un bagaglio storico di valori.

Secondo un’antica, per quanto accreditata, etimologia (Pianigiani, Vocabolario Etimologico della lingua italiana, Roma, 1907) il termine “valore” rimanda a ciò che ha “merito” e “prezzo”; in genere si può affermare che il suo senso è legato a quello di integrità e preferenza. La trasmissione intergenerazionale dei valori riguarda il patrimonio morale che le generazioni precedenti consegnano alle successive, ma è nell’adolescenza, e in particolare, oggi, nella lunga – forse troppo lunga – transizione alla vita adulta, che si colloca il momento cruciale di passaggioconsegnarigenerazione del patrimonio valoriale.

La Cooperazione può essere oggi, come lo è stata ieri per tanti cooperatori, una risposta alle aspirazioni e agli interessi dei giovani. E perché no?… alla crisi che stanno vivendo. E’ importante, a questo proposito, saper individuare gli approcci, i sistemi, gli strumenti adeguati (non ultimi quelli comunicativi) per stabilire un contatto con questo mondo che è strategico per il futuro della nostra società mondializzata ormai. Uno dei luoghi di accesso all’universo giovanile è sicuramente la scuola, in cui Coop è protagonista fin dagli anni Ottanta con percorsi di educazione al consumo: dall’educazione alimentare all’ambiente, passando per l’analisi dei linguaggi e della comunicazione pubblicitaria fino ad arrivare all’intercultura. Ma, oltre alle iniziative di educazione al Consumo, Coop dispone appunto di una grande risorsa: i valori cooperativi, che possono contribuire a fornire strumenti di lettura e di analisi della società con prospettive diverse, e possono anche aiutare ad assumere comportamenti consapevoli, non superficiali ed emozionali, lasciando un segno nei progetti di vita dei giovani, potendo inoltre dare un contributo alla definizione di una reale alternativa etica al sistema economico e sociale vigente.

Tra gli strumenti per accedere al mondo giovanile, Internet è sicuramente il principale. L’avvento delle nuove tecnologie digitali e di Internet ha creato un gap generazionale che, se compreso e approfondito, può divenire una vera opportunità per chi desidera dialogare con le nuove generazioni, che sono digital native, e cioè nate in un mondo in cui la dimensione dei nuovi media era già in fase di consolidamento. Quest’anno, nell’assegnazione dei Premi Pulitzer, la notizia nella notizia è che per la prima volta è stata premiata un’inchiesta nata e cresciuta all’interno di una rivista online non profit, propublica.org; la serata evento “raiperunanotte”, organizzata da Michele Santoro al Paladozza di Bologna, ha inoltre segnato un record per l’Italia e forse non solo, con oltre trecentomila connessioni per lo streaming. Un modo nuovo, questo, di partecipazione non fisica, che viene anche affrontato nell’interessante indagine commissionata da Coop Adriatica e diretta da Ilvo Diamanti dal titolo Consum-attori. I giovani: valori, partecipazione stili di vita e di consumo, dove i giovani vengono definiti professionisti della comunicazione a distanza, che parlano servendosi delle tecniche più diverse e innovative: e-mail, sms, chat, social network, skype etc.; ma da qui nasce il paradosso di una generazione costantemente impegnata a comunicare, incontrandosi sempre meno in modo diretto, “fisico”. Da ciò il contrasto apparente di una partecipazione senza mobilitazione, o meglio in cerca di nuove forme di mobilitazione.

Proprio per superare questa situazione non solo tecnologica, ma anche e soprattutto linguistica, per la Cooperativa è strategico investire sui nuovi mezzi di comunicazione, al fine sia di entrare in contatto con le nuove generazioni sia di costruire un ponte con le generazioni più mature. La Cooperativa deve sentirsi sempre più obbligata a riflettere su questi media, sui loro punti di forza e sulle loro debolezze. Intanto, con il blog MemorieCooperative, con NoiSoci.it e con molte altre iniziative, stiamo tentando di rafforzare e sostenere un contatto con le nuove generazioni, sempre più abituate ad una forma di comunicazione “partecipata” e “social”, entrambi valori profondamente legati all’identità cooperativa.

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