Un Archivio Storico per progettare

16 aprile 2010 pubblicato in Varia

Articolo tratto da “OgniQuindici” del 17 novembre 2009. “OgniQuindici” è un bisettimanale di politica, economia e attualità delle province di Livorno e Pisa.

Nel mese di ottobre 2009 è stato inaugurato l’Archivio Storico di Unicoop Tirreno. Ciò è avvenuto attraverso diverse iniziative che hanno coinvolto una pluralità di soggetti, dal consiglio di amministrazione alle presidenze delle sezioni soci, al territorio grossetano in tutte le sue articolazioni istituzionali (Presidente della provincia e Assessore alla cultura, Sindaco di Roccastrada) associative e culturali, (dalle scuole alla Fondazione Bianciardi al COeSO), alla stessa Soprintendenza archivistica della Toscana.

L’impegno preso dalla cooperativa qualche tempo fa ha cominciato a realizzarsi, e ciò non era scontato dati i tempi di crisi che vedono restringersi gli investimenti per la cultura, come ha sottolineato Leonardo Marras, Presidente della provincia di Grosseto. Si è presentata la sede accogliente che si colloca a Ribolla (Comune di Roccastrada), luogo simbolo per la storia del movimento operaio e cooperativo (si pensi alle belle pagine di Cassola e Bianciardi su I minatori di Maremma), si sono presentati i diversi fondi documentari attraverso l’uso della LIM, lavagna interattiva multimediale.

L’operazione è stata quella di raccogliere presso un unico soggetto conservatore, per usare espressioni del linguaggio archivistico, una documentazione fino ad oggi collocata presso diversi soggetti in diversi luoghi: la sede centrale di Vignale Riotorto (Piombino), la sede della Coop Tevere a Terni, la sede della Coop Unione a Ribolla, il centro consumatori di Roma e Livorno.

Il materiale recuperato è stato organizzato in due sezioni documentarie:

1. la documentazione risultante dall’attività di conduzione ed indirizzo della cooperativa, cioè la documentazione degli organi decisionali, fino al 1998 compreso, testimonianza unica della storia e dell’attività istituzionale del soggetto;

2. la documentazione risultante dall’espletamento delle attività sociali fino all’anno 2000. Il recupero ha riguardato anche materiale non cartaceo e non propriamente archivistico: raccolte librarie, raccolte fotografiche – selezione delle pubblicazioni e riviste di Coop ToscanaLazio, con particolare attenzione a quelle legate ad iniziative sociali, fino al 2000; selezione di pubblicazioni di Coop Italia, ANCC, pubblicazioni di associazioni regionali di cooperative, fino al 2000; selezione di pubblicazioni legate alla Storia della Cooperazione,in particolare quella di consumo, che andrà a costituire una Sezione speciale della Biblioteca.

Va inoltre sottolineato come una parte significativa del materiale documentario è su supporti speciali; è il caso delle pellicole fotografiche, negativi, diapositive, cassette audio e video, CD, DVD; così come i fascicoli delle iniziative sociali presentano tipologie documentarie in formato speciale: manifesti, locandine, depliant e una tipologia di oggettistica rappresentata dai kit, solitamente utilizzati a supporto dell’attività didattica nelle scuole.

Per la descrizione e il riordino, l’utilizzo del software Arianna3 ha permesso la rappresentazione delle soluzioni individuate, restituendo agli utenti la complessità di questa nuova realtà documentaria. In tal modo è stata prodotta una banca dati che presto sarò on line. Il lavoro fatto, che si è avvalso di una società specializzata nel riordino e conservazione archivistica come Hyperborea, si può considerare a tutti gli effetti un primo passo che si è tradotto anche in uno strumento, anche cartaceo, di visione dei fondi documentari. E’ in corso d’opera l’inventariazione e la definizione di appositi piani di conservazione che si prevede sarà conclusa entro la fine di aprile del 2010.

Intanto già questo primo risultato ha permesso all’Archivio, che ha ricevuto l’attestato di “notevole interesse storico” da parte della soprintendenza archivistica della Toscana, di aderire al progetto per la creazione di un Portale per gli Archivi di impresa da parte della Direzione Generale per gli Archivi (DGA) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Progetto che sembra rispondere sia all’esigenza di preservare gli archivi nella loro materialità, sia di sviluppare nuove modalità di utilizzo e di comunicazione del patrimonio conservato, attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e di modalità di fruizione altamente interattive, che ci auguriamo possa essere la prima tappa di un percorso volto ad assegnare il giusto peso al mondo degli archivi e della cultura di impresa. Dunque il sottile filo della storia si dipana nei documenti dell’Archivio, ossia nel luogo dove vengono conservate le memorie della cooperativa.

L’atto costitutivo, gli atti di fusione, i verbali del consiglio di amministrazione, i bilanci, costituiscono un tesoro di notizie, dove si trovano le tracce di scelte a volte difficili e complesse, di preoccupazioni, anche di scontri. E poi la documentazione delle attività sociali che riguarda modi e forme attraverso cui migliaia di soci e cittadini sono stati coinvolti in attività di educazione al consumo, di solidarietà, di promozione culturale e del tempo libero, intessendo legami con tante realtà territoriali dove la cooperativa è stata ed è presente.

Siamo in presenza di un contenitore ricco di testimonianze che devono essere analizzate, interpretate, di un patrimonio che potrà essere ulteriormente accresciuto, arricchito, conservato, ordinato, messo a disposizione di studi e ricerche. Ma la consapevolezza del ruolo che l’Archivio può assolvere va ben al di là di una pur importante operazione di recupero e conservazione. Sia nelle parole del Presidente Marco Lami che in quelle del Vicepresidente e Amministratore Delegato Sergio Costalli, che in prima persona si è prodigato per la sua realizzazione, si indica nell’Archivio “il luogo di massima espressione culturale della cooperativa”, capace di assolvere un ruolo di stimolo e di proposta culturale rivolto alla cooperativa e al mondo della cooperazione in generale ma anche ai diversi interlocutori presenti nei territori e non solo. Si pensi all’intensità informativa ed emotiva che può avere raccontare, anche in forme comunicative nuove, spaccati di questa storia alle nuove generazioni di cooperatori.

Vivere in un contesto di conservazione della memoria deve significare vivere in uno scenario dominato dalla creatività. La memoria è il risultato di un progetto di riflessione sul passato che ha diverse valenze: sollecita a ripensare e a fare un bilancio nel presente; aiuta a fare i conti col presente; consente, soprattutto, di affrontare meglio il futuro. Ha ragione chi sostiene che ”la questione della memoria non è la rievocazione del passato, ma la sua ricostruzione rispetto ai problemi e alle questioni che il presente pone come sfida al passato”.

Ma l’Archivio dovrà anche trovare una sua funzione quale rinnovato punto di contatto con altre realtà: dalle istituzioni locali ai centri di ricerca, alle Università, alle diverse istituzioni culturali. In tal modo deve divenire, come sostenuto da Lami e Costalli, un possibile partner di progetti e di eventi che suscitino e promuovano una crescita culturale dei territori.

Ti piace questo post?

Potrebbero interessarti

Agenda

agosto 2020

agosto: 2020
L M M G V S D
« giu    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Facebook

La parola del momento

#democrazia.