Etica e Impresa: l’incontro degli studenti del Marco Polo di Cecina con la storia della Coop. Parte III: Anna Mencarelli

21 marzo 2012 pubblicato in Video

Lunedì 19 dicembre, è intervenuto l’ultimo ospite “storico” del ciclo di incontri di Etica e impresa all’I. S. I. S. Marco Polo di Cecina, Anna Mencarelli, ex capo reparto, capo negozio e capo area, rete di vendita e Direzione commerciale. Anna lavorava in un piccolo negozio a conduzione familiare quando, a 19 anni, entrò in cooperativa: era la fine degli anni ’60 e a quel tempo, racconta, era un fatto distintivo lavorare in un’azienda che portava avanti una forte azione di solidarietà verso le classi più deboli, un segno di prestigio sociale che allargò i suoi orizzonti. Cominciando come commessa, Mencarelli cominciò negli anni successivi la sua scalata verso posti di sempre maggiore responsabilità (come stava facendo in quello stesso periodo un’altra donna, sua cognata Tania Grillandini): lavorò in vari negozi, grandi e piccoli, diventò caponegozio, la sua esperienza lavorativa si svolse a Cecina, San Vincenzo, Livorno, Roma. Nel 1988 venne aperto il nuovo supermercato di Cecina e lei ne divenne caponegozio.

Questa città è sempre stata molto importante per la cooperativa, una sorta di laboratorio dove sperimentare nuovi approcci con i clienti e nuove tipologie di merce: non a caso, il negozio di Cecina era considerato in quegli anni il più importante della rete. Il suo  racconto del cambiamento dei consumi si intreccia con la sua esperienza nei negozi di Cecina: da un primo supermercato con offerta alimentare e non, suddivisa e ben distina su due piani, la cooperativa aprì nel 1988 un nuovo negozio con una galleria commerciale, banchi serviti per stare vicino ed avere rapporti con il cliente, metodi moderni di esposizione e vendita della merce.

In questo modo la cooperativa ha seguito in questo territorio i cambiamenti dei consumi, le crisi, stando vicino e ascoltando il bisogno dei consumatori. Contemporaneamente all’apertura dei supermercati, a Cecina sono stati chiusi i piccoli negozi, sia per esigenze di costi, sia per venire incontro alle richieste dei clienti e dei soci.

Insieme all’apertura di nuove tipologie di negozio e ai cambiamenti economici, sociali e culturali degli ultimi anni, il territorio cecinese ha cambiato la sua offerta merceologica: da un periodo iniziale di forte consumismo, gli ultimi venti anni hanno visto un susseguirsi di crisi più o meno gravi che hanno portato ad una maggiore austerità nei consumi e una maggiore attenzione verso il prezzo e la qualità. Ad oggi il supermercato Coop di Cecina punta molto su prodotti freschi, un’offerta giornaliera di cibi cucinati nelle cucine del negozio, prodotti del territorio – e non solo – di qualità, una gamma merceologica di prodotti non alimentari come quelli tecnologici.

L’esperienza di Mencarelli, su tutta la fascia tirrenica, ha comunque dimostrato che i bisogni, i consumi e i costumi sono legati al territorio: non sempre ciò che va bene in un luogo va bene in un altro e i rapporti tra la cooperativa e i clienti o i soci cambiano di zona in zona.

Mencarelli, forte della sua esperienza sul campo, definisce i negozi come “organi complessi”, dei luoghi cioè dove si deve venire incontro ai bisogni dei clienti, dei dipendenti, dei soci; devono funzionare da punto di ritrovo per i cittadini e quindi offrire non solo delle merci ma anche vari servizi come il bar, il fast food o, come nel caso di Coop, operare anche un offerta culturale con presentazioni di libri, iniziative di consumo consapevole, di solidarietà, eccetera.

Mencarelli ha potuto osservare negli anni i cambiamenti dei consumi e dei negozi che si sono susseguiti nel territorio ceninese nel Paese e che possiamo ascoltare dalla sua voce nel video qui sotto.

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