Etica e Impresa: l’incontro degli studenti del Marco Polo di Cecina con la storia della Coop. Parte IV: Antonella Della Porta, Sergio Bianchi e Attilio Baccella

21 marzo 2012 pubblicato in Video

Dopo gli incontri con coloro che hanno fatto la storia della Proletaria dal dopoguerra ad oggi (qui, qui ,e qui troverete gli altri post) martedì 20 dicembre 2011 è stata la volta, per gli studenti del Marco Polo, di ascoltare le parole di tre dipendenti che oggi lavorano nel negozio di Cecina: Antonella Della Porta (Responsabile del punto vendita), Sergio Bianchi (Reparto generi vari) e Attilio Baccella (Coordinatore del Reparto Freschi) che hanno raccontato come si esprime oggi il lavoro in cooperativa, come i valori della cooperazione di consumo maturati negli ultimi anni si applichino alla quotidianità lavorativa.

Attilio Baccella, in coop dalla metà degli anni ’80, ha parlato della sua esperienza ai banchi serviti della gastronomia: pensati come un ritorno ad un contatto più diretto con il cliente, il commesso al banco è un valore aggiunto al servizio. In effetti, il cliente oggi si muove da solo tra le merci, sa cosa vuole e non ha sempre bisogno del commesso; tuttavia, c’è sempre bisogno di un consiglio, di uno scambio di opinioni: il commesso al banco, per fare un esempio, è utile quando il cliente chiede informazioni riguardo a prodotti che siano compatibili con le sempre più diffuse intolleranze alimentari. Inoltre Cecina ha optato negli ultimi anni per un servizio ai banchi di take away: si vendono dei prodotti confezionati – freschi e di qualità – a consumatori consapevoli e informati.

Nelle parole di Antonella Della Porta, la provenienza dei prodotti ha acquistato nel tempo sempre più importanza: frutto di ricerche di mercato – e quindi di richieste da parte dei consumatori – e di coerenza con i propri valori, la Coop mette in commercio prodotti del territorio e italiani protetti da sigle come Dop e Igt, o prodotti di provenienza europea che rispondano ai requisiti di qualità richiesti; inoltre la cooperativa ha fatto sua la causa di avere sulla tavola prodotti alimentari biologici e naturali: insieme ad una ricerca attenta di cultura gastronomica non solo italiana, quindi, il supermercato offre ai suoi clienti la scelta di comprare prodotti “sicuri” dal punto di vista della provenienza, della qualità e della sicurezza (come nel caso della certificazione della provenienza dei bovini, quando la Coop anticipò di 20 anni ciò che sarebbe diventata legge dopo gli episodi di “mucca pazza”). A questo proposito, continua Della Porta, c’è una ricerca sempre maggiore di prodotti a “filiera corta”: oltre ad essere più economici perchè risparmiano sui trasporti e gli intermediari, i prodotti che arrivano dal territorio sono più freschi e si concorre in questo modo a diminuire l’inquinamento. Ogni territorio in cui si trova ad operare la cooperativa, quindi, deve fare i conti con i prodotti di quel luogo e saper differenziare la propria offerta per poter rispondere alle esigenze dei vari territori.

Domanda d’obbligo ai tre dipendenti che lavorano in un supermercato in questo periodo è quella sugli effetti della crisi sulle vendite. Al calo nelle vendite, corrisponde un effetto particolare: la crescita, ovvia, dei prodotti economici e una vendita invariata dei prodotti di caro prezzo; in sostanza, durante questa crisi si è verificata la sparizione – o almeno il radicale ridimensionamento – di quella zona “grigia” tra i due estremi.

Sergio Bianchi, individua nei prodotti a marchio Coop una valida alternativa ai prodotti cari e a quelli economici: attenti alla qualità, sicuri e molto diversificati (bambini, intolleranze alimentari, naturali, equo e solidali eccetera), i prodotti Coop hanno anche un prezzo contenuto. Pur essendo un’impresa economica, ha continuato Bianchi, la cooperativa opera quotidianamente per applicare quei valori che le sono propri dalla sua nascita.

Un’altra cosa che i tre dipendenti hanno potuto osservare durante il loro lavoro è che, nonostante la Coop guidi secondo i propri principi i consumi e operi un’azione di calmieramento dei prezzi, anche gli stessi consumatori, con le loro scelte, possono influenzare il mercato. A questo ultimo proposito, Bianchi sottolinea lo strapotere della pubblicità nella vendita prodotti: uno strapotere che deve essere combattuto proprio rendendo il consumatore consapevole delle proprie scelte.

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