Viaggio nella cultura cooperativa: Massimo Favilli al I.P.S.C.T. Ceccherelli di Piombino

19 aprile 2012 pubblicato in Video

Giovedì 29 marzo 2012 gli studenti dell’I.P.S.C.T. “A. Ceccherelli” hanno avuto l’occasione per approfondire il tema della loro ricerca per il progetto Viaggio nella cultura cooperativa con Massimo Favilli, Responsabile delle Politiche Sociali di Unicoop Tirreno.

Come abbiamo anticipato, gli studenti della IV di Gestione Aziendale hanno cominciato a sviluppare una ricerca sul tema del prestito sociale: per far questo è stato preparato un questionario che cercava di indagare il tema del prestito sociale, sia nel suo sviluppo storico che nella sua attualtà e diffusione tra i cittadini e i soci di Piombino, una città nella quale il numero di abitanti è sovrapponibile a quello dei soci. I dati sono stati raccolti tra circa 320 persone: un campione casuale di parenti, vicini di casa, amici dal quale i ragazzi hanno ricavato dati molto interessanti che hanno già cominciato ad elaborare.

Come era avvenuto per l’I.S.I.S.S. Marco Polo, gli studenti hanno potuto parlare con un dirigente della cooperativa per approfondire il tema della loro ricerca: i ragazzi hanno infatti incontrato Massimo Favilli che si è occupato per anni del prestito sociale.

La cooperativa, pur essendo un’azienda commerciale, offre ai soci anche dei servizi sociali e finanziari. Il più antico di questi ultimi, quello che gli studenti stanno studiando, è il prestito sociale: una forma di finanziamento peculiare della cooperazione di consumo. Nelle parole di Favilli “la Coop è una società di persone, non di capitali”: persone che si mettono insieme per avere dei prodotti da acquistare che siano convenienti, sicuri e di qualità, soci di un’azienda che non solo presta attenzione a ciò che vende ai suoi clienti, ma che tutela i diritti del lavoratori e – per quanto possibile – è attenta al’impatto ambientale. 

I soci versano una quota associativa molto bassa, simbolica: in questo modo, a differenza delle altre aziende, il capitale con cui i soci entrano a fare parte della cooperativa non serve per avere un profitto o per far pesare di più la propria voce tra gli azionisti; per quanto riguarda invece il prestito sociale, l’unico profitto è rappresentato dai tassi d’interesse sui soldi depositati sul libretto.

Con all’attivo 900.000 soci, Unicoop Tirreno riesce però a sopperire ad un problema che si presentò fin dalla sua nascita e comune a tutte le altre cooperative: quello della sotto capitalizzazione.

 D’altronde, per svilupparsi, pagare i suoi dipendenti o acquistare le merci anche le cooperative hanno bisogno di capitali.

Nei video qui sotto, possiamo sentire dalla viva voce di Favilli come il prestito sociale si è sviluppato negli anni: dalla nascita della Proletaria fino ad oggi: la prima regolamentazione del prestito e dei tassi d’interesse negli anni ’70, l’ufficio volante – quasi un banchetto – allestito in ogni punto vendita da un’unica persona che girava tra i negozi con una macchina della cooperativa per informare e raccogliere prestiti, fino alla rete di uffici ad hoc presenti oggi in tutti i punti vendita, allo sviluppo durante gli anni ’80 e ’90.

Oggi, i soci prestatori, nelle 4 regioni in cui Unicoop Tirreno è attiva, ci sono circa 130.000. Il prestito è la forma più semplice di finanziamento: un socio deposita i risparmi (sui quali ha un interesse) e se vuole ne può prelevare una parte per le spese correnti o – previa comunicazione di almeno 48 ore – tutti insieme. Il prestito sociale, per ottemperare alle leggi vigenti sulla tracciabilità del denaro, deve però sottostare a delle limitazioni: una di queste, ad esempio, è il tetto massimo del denaro che può essere versato come deposito (33500 euro). La cooperativa non è d’altra parte un istituto di credito. Dagli anni ’90, però, i soci stessi chiedono altri tipi di servizi finanziari: ad esempio la possibilità di investimento in obbigazioni bancarie, assicurazioni o mutui.

Per questo motivo è stata creata la Simgest, una società di intermediazione mobiliare, costituita con le altre cooperative e dove si lavora con i promotori finanziari. A partire dai primi anni 2000 sono alcune migliaia i soci che usufruiscono dei servizi finanziari offerti dalla coopertaiva.

Da molti anni è poi attiva la Sogefin, una società di proprietà della cooperativa creata per gestire la tesoreria dell’azienda. Negli ultimi anni questa società ha ampliato la propria sfera di attività, diventando una società monomandataria di UNIPOL ed offrendo anche servizi assicurativi di natura finanziaria ai soci di Unicoop Tirreno: in questo modo, anche i servizi finanziari si legano sempre di più ai negozi della cooperativa.

Il socio che decide di investire i propri risparmi vorrebbe, nelle parole di Favilli, “il massimo guadagno e la massima sicurezza” ma sono concetti che contrastano tra loro: la cooperativa, proprio per preservare i risparmi del socio e non esporli ad operazioni rischiose, ha deciso di privilegiare gli investimenti “prudenti”. I tassi d’interesse su questo genere di operazioni finanziarie sono sì più bassi, ma i soci non rischiano di perdere il capitale investito: in tempi di crisi questa non è certo cosa da poco.

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